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Ecco il logo del Giubileo 2025, «abbiamo due anni per mostrare che Roma e l'Italia possono dare il meglio di sè»

Ecco il logo del Giubileo 2025, «abbiamo due anni per mostrare che Roma e l'Italia possono dare il meglio di sè»
di Franca Giansoldati
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 29 Giugno 2022, 09:25 - Ultimo aggiornamento: 09:45

Città del Vaticano  - Quattro figure stilizzate, ognuna di un colore diverso, quasi un arcobaleno, indicano l'umanità in viaggio che regge una croce e sembrano quasi abbracciarla a dimostrare che solidarietà e fratellanza restano il cemento per il futuro del mondo. Il richiamo alla speranza, invece, è racchiusa nella parte inferiore della croce trasformata in una ancora. Nella Sala Regia, nel cuore del Palazzo Apostolico, ieri pomeriggio è stato svelato davanti alle autorità italiane e alla stampa internazionale il logo scelto da Papa Francesco per il Giubileo del 2025, evento globale che secondo le stime che circolano condurrà a Roma almeno 30 milioni di pellegrini. Seduti in prima fila c'erano il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia. A fare gli onori di casa è stato il cardinale Pietro Parolin. «Le vicende di questi mesi recenti ci obbligano a tenere fisso lo sguardo sulla speranza, fondamento della vita cristiana e motore propulsivo per essere costruttori di un mondo migliore».


L'organizzatore vaticano degli eventi giubilari in cantiere celebrazioni, riflessioni, momenti comunitari, esposizioni, mostre monsignor Rino Fisichella ha anticipato che la preparazione sarà segnata da due temi chiave: «Il 2023 è dedicato al Concilio, mentre il 2024 è interamente rivolto alla spiritualità». E, ha aggiunto, «questi due anni servono anche per rendere Roma e l'Italia una città e un Paese che ancora una volta può mostrare il meglio di sé con la sua tradizione di accoglienza che nel corso dei secoli l'ha resa patria communis».


Fisichella non ha volutamente fatto alcuna menzione ai problemi logistici che già si intravedono all'orizzonte, relativi alla effettiva capacità della capitale di reggere a un flusso così imponente di pellegrini, ma del resto non era quello il momento. Anche il sindaco Gualtieri, avvicinato alla fine della cerimonia per sapere se si farà il termovalorizzatore entro il 2025 si è limitato a un laconico: «Si», senza aggiungere altro. Un po' più loquace il presidente Zingaretti che ha assicurato il massimo sforzo «per garantire l'accoglienza nei campi di nostra competenza, soprattutto la sanità. Abbiamo già iniziato con una grande collaborazione con il Campidoglio e la Santa Sede».
Fisichella ha raccontato l'iter complesso del concorso internazionale che ha portato alla scelta del logo, vinto da un giovane grafico pugliese, Giacomo Travisani.

«Lo scorso 11 giugno ho sottoposto a Papa Francesco i tre progetti finali perché scegliesse quello che maggiormente lo colpiva. La scelta non è stata facile neppure per lui: dopo avere più volte osservato i progetti ed espresso il suo compiacimento, la scelta è caduta sulla proposta di Travisani». In Vaticano erano arrivati 294 idee da 48 paesi diversi. La fascia di età dei partecipanti andava dai 6 agli 83 anni, c'erano persino molti disegni fatti a mano da bambini di tutto il mondo. «È stato commovente passare in rassegna questi dipinti infantili frutto di tanta fantasia e della fede semplice». Dopo l'estate sarà disponibile il sito ufficiale con la relativa app. Il portale conterrà infatti, oltre alla Carta del Pellegrino, notizie, cenni storici, informazioni pratiche, strumenti multimediali, in dieci lingue.

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