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Germania, pesanti conseguenze finanziarie per la Chiesa che conta sempre meno fedeli

Germania, pesanti conseguenze finanziarie per la Chiesa che conta sempre meno fedeli
di Franca GIansoldati
3 Minuti di Lettura
Giovedì 15 Luglio 2021, 15:47

Città del Vaticano - L'emorragia di cattolici in Germania da circa un decennio è costante e si sta facendo sentire anche in termini finanziari, visto che nelle casse della Chiesa entrano miliardi di euro in meno. Durante l'anno della pandemia, però, questo  devastante trend negativo si è un po' rallentato rispetto all'andamento dei periodi precedenti. Non che una rondine faccia primavera, ma ha acceso una piccola luce ai vescovi tedeschi alle prese con una delle crisi peggiori degli ultimi tempi. Lo stesso fenomeno accomuna anche luterani ed evangelici, uniti nella stessa sorte.

Nell'anno della pandemia circa 221.000 cattolici hanno abbandonato la Chiesa (basta procedere con la disiscrizione e non pagare più le tasse relative) e, nello stesso tempo, 220.000 protestanti hanno lasciato la Chiesa evangelica pari ad un calo del 20 per cento dal 2019. 

Secondo gli ultimi dati forniti dalla agenzia cattolica KNA l'anno scorso i cattolici risultavano 22,2 milioni, pari al 26,7 per cento della popolazione tedesca. I membri delle confessioni evangeliche, invece, ammontavano a 20,2 milioni, pari al 24,3 per cento. Complessivamente, la quota dei cristiani è scesa al 54%, anche se costituiscono ancora la più grande comunità religiosa in Germania. 

Anche se la Chiesa tedesca è la più ricca in assoluto e una delle principali sostenitrici della Santa Sede, ogni anno le defezioni comportano pesanti conseguenze finanziarie. Meno iscritti significa avere la disponibilità di meno entrate (la tassa per iscriversi ad una confessione si calcola sul reddito). Chi si disiscrive non paga più tasse ma non ha più diritto di usufruire dei servizi religiosi come matrimoni, battesimi, funerali. 

Un altro segnale critico è rappresentato dal numero dei matrimoni celebrati: l'anno scorso è sceso a 11.018, dai 38.537 del 2019. Nella Chiesa evangelica, invece, i battesimi sono scesi di circa la metà a 18.000. Al momento i vescovi cattolici non hanno fornito l'ammontare del denaro che è venuto a mancare con le disiscrizioni, hanno  solo detto che tra qualche mese forniranno il prospetto completo. Intanto però gli evangelici e i luterani hanno riportato i dati delle loro entrate fiscali che sono effettivamente diminuite del 5,4 per cento pari a 5,63 miliardi di euro.

Il presidente dei vescovi tedeschi, Georg Baetzing ha spiegato che il numero di persone che lascia la Chiesa resta un fenomeno doloroso. Ha parlato poi di un segnale molto chiaro che la gente manda alla Chiesa. Il riferimento è la gestione opaca degli abusi sessuali. Per recuperare la fiducia i vescovi tedeschi hanno intrapreso un percorso rivoluzionario nazionale (in autonomia) per rivedere il loro rapporto con la società civile garantendo trasparenza sul fronte della pedofilia, etica sull'uso del denaro e riflettendo su come affrontare il nodo dell'abolizione del celibato sacerdotale e garantire la ordinazione femminile, due temi che Roma considera tabù e potrebbero portare ad uno scisma di fatto

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