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Chiese in Ucraina compatte contro il Parlamento: «Sbagliato il voto sul Trattato sulla violenza alle donne, include la teoria del gender»

Chiese in Ucraina compatte contro il Parlamento: «Sbagliato il voto sul Trattato sulla violenza alle donne, include la teoria del gender»
di Franca Giansoldati
3 Minuti di Lettura
Lunedì 27 Giugno 2022, 16:52 - Ultimo aggiornamento: 28 Giugno, 13:14

Città del Vaticano – Le Chiese cristiane dell'Ucraina – cattolici, ortodossi, protestanti – si sono scagliate compatte contro il Parlamento di Kiev per il voto «frettoloso» con il quale è stata approvata la Convenzione di Istanbul, vale a dire lo strumento internazionale più avanzato per prevenire e combattere ogni forma di violenza contro le donne. Un trattato che introduce nei paesi che lo ratificano forme di controllo sui passi fatti in campo legislativo, economico, sociale attraverso il Grevio, il gruppo di esperti del Consiglio d'Europa. Quasi tutti i paesi europei lo hanno approvato e ratificato, eccetto il Vaticano che continua a ignorarlo e criticarlo. Recentemente Turchia, Polonia e Ungheria si sono ritirate dal trattato.

Decisione del Parlamento «allarmante»

Il Consiglio Pan-Ucraino delle Chiese e delle Organizzazione Religiose ha definito «allarmante» per la democrazia la decisione del Parlamento. Per le Chiese cristiane si tratta di un vulnus. In passato avevano mosso osservazioni critiche perchè, a loro parere, vengono introdotti temi come l’educazione sul gender che «va a scalfire anche la libertà di educazione». 

I leader religiosi hanno rilevato che anche «i genitori, credenti di diverse confessioni religiose, sono preoccupati per il contenuto dell'articolo 14 riguardo ai materiali didattici su temi quali i ruoli di genere non stereotipati e si chiedono se questo contenuto si applicherà alla promozione delle relazioni omosessuali tra gli studenti come norma di comportamento sessuale».

«Nella società ucraina - spiegano - dovrebbe esserci spazio per la libertà di pensiero, di parola ed espressione dei punti di vista, senza odio e minacce per coloro che hanno un'opinione diversa su determinate iniziative legislative o pubbliche». Tuttavia le Chiese cristiane contribuiranno alla lotta contro la violenza domestica ma difendendo «i tradizionali valori morali, spirituali, familiari del popolo ucraino che derivano dallo stato naturale delle cose. Allo stesso tempo, il Consiglio continuerà ad opporsi all'imposizione alla società di costruzioni ideologiche artificiali che contraddicono la natura stessa dell'uomo come creatura di Dio».

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