Trafugate e vendute al mercato estero 16mila icone bizantine trafugate a Cipro Nord

Giovedì 13 Febbraio 2020 di Franca Giansoldati

Si tratta di più di 16 mila icone antichissime, mosaici e murali, la maggior parte dei quali risalenti agli albori del cristianesimo e testimoniavano la presenza di cristiani sull'Isola di Cipro Nord attualmente occupata dalla Turchia. Opere d'arte – alcune anche del quinto secolo – che negli anni della occupazione turca avvenuta nel 1974 e ancora irrisolta a livello internazionale sono state prelevate, trafugate e hanno preso il cammino estero dei grandi mercanti d'arte. Un business mondiale ma soprattutto una ferita enorme perché queste opera cancellano di fatto i simboli di una presenza secolare.

La denuncia – la prima tanto articolata e documentata – è stata fatta a livello internazionale dal direttore dell'ufficio contro il commercio illegale delle opere antiche, Michalis Gabriilidis. Il rapporto dettagliato e riportato da Ortodox Times è stato letto e distribuito alcuni giorni fa dall'università di Cipro. Moltissime opere di epoca bizantina, come dei frammenti delle porte dorate di Peristeronopigi, sono finite in Giappone, per chissà quali viaggi contorti. Il traffico illecito di opere antiche, statue greche e icone bizantine di inestimabile valore ha spogliato il territorio occupato dai turchi ed è per questo che il profossor Gabriilidis ha lanciato un appello alla Comunità Europea.

«Si tratta di un problema serissimo, che alimenta anche il crimine. Il costo annuale del traffico illecito in tutto mondo si aggira attorno ai 10 miliardi di dollari allk'anno. Un traffico che colpisce anche l'eredità culturale. Cipro soffre tantissimo di questo dopo il 1974». 

Ultimo aggiornamento: 18:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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