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Pressing delle donne cattoliche perchè il Vaticano riconosca la Convenzione UE sui diritti umani

Pressing delle donne cattoliche perchè il Vaticano riconosca la Convenzione UE sui diritti umani
di Franca Giansoldati
3 Minuti di Lettura
Giovedì 9 Dicembre 2021, 15:50

Città del Vaticano – Le donne cattoliche chiedono l’adesione della Santa Sede al Consiglio d’Europa e, di conseguenza, l'adesione alla Convenzione europea sui diritti umani. «La nostra fede cattolica non può essere considerata separata dal nostro impegno per i diritti umani!» scrivono in un documento congiunto importanti associazioni femminili di Roma, Vaduz, Monaco, Milano, Colonia, Lione, Londra, Zagabria, Madrid, Barcellona, Innsbruck, Dublino, Lucerna. In vista dalla Giornata internazionale dei diritti umani, che si celebra domani le più influenti organizzazioni cattoliche per i diritti delle donne chiedono alla Santa Sede di aderire al Consiglio d’Europa e di firmare la Convenzione europea dei diritti umani. 

Tra i firmatari ci sono Ordensfrauen für Menschenwürde (Germania), Donne per la Chiesa (Italia), Maria 2.0 (Germania), Voices of Faith (Roma/Liechtenstein), Comité de la Jupe (Francia), Catholic Women Speak (Regno Unito), In Bona Fide (Croazia) la Revuelta de Mujeres (Spagna), Alcem La Veu (Spagna), We are Church (Irlanda), Wir sind Kirche (Austria), SKF Schweizerischer Katholischer Frauenbund (Svizzera): 

«Per anni la Santa Sede ha agito come uno stato a sé stante. Questo dà luogo a diritti, ma anche a doveri», hanno affermato le firmatarie. Il 12 ottobre 2021, la Corte europea dei diritti umani ha pubblicato le sue conclusioni sulla Santa Sede. In questa sentenza è stato ricordato che il Vaticano aveva già concluso trattati con Stati terzi e anche accordi internazionali. La Corte concludeva che la Santa Sede ha caratteristiche simili a quelle di uno Stato. In altre parole, qualificava la Santa Sede in linea di principio come uno Stato a sé stante. «Questo non è sorprendente, dato che la Santa Sede agisce come uno Stato a sé stante nei confronti degli Stati e anche, per esempio, alle Nazioni Unite». 

È a questo punto che le donne cattoliche sollevano una domanda: «Se la Santa Sede è considerata uno Stato, perché non è membro del Consiglio d’Europa?» Il Consiglio d’Europa è la più antica organizzazione internazionale in Europa. È considerato la voce della coscienza democratica in Europa. È difensore dei diritti umani e conta ad oggi 47 paesi membri. 

Come osservatore permanente, la Santa Sede ha ratificato diversi accordi del Consiglio d’Europa. «I diritti umani non sono importanti solo per il Consiglio d’Europa, ma anche per la Santa Sede. Questo viene sottolineato continuamente da Papa Francesco: “Da una prospettiva cristiana, quindi, c’è una relazione significativa tra il messaggio evangelico e il riconoscimento dei diritti umani secondo lo spirito degli autori della Dichiarazione universale»

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