CORONAVIRUS

Coronavirus, il Papa chiede preghiere per le mamme e i papà: non è facile gestire i bambini sempre in casa

Sabato 14 Marzo 2020 di Franca Giansoldati
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Città del Vaticano – Le difficoltà che stanno affrontando per l'emergenza coronavirus i genitori che si ritrovano chiusi a casa con i bambini o con genitori anziani e malati da curare o con handicappati da seguire sono state al centro della messa in streaming del Papa. «Oggi vorrei chiedere una speciale preghiera per le famiglie che da un giorno all'altro si trovano con i bambini a casa perché le scuole sono chiuse per sicurezza e devono gestire una situazione difficile, gestirla bene, con pace e anche con gioia», ha detto nell'introduzione della messa a Santa Marta.

In modo particolare il Papa ha pregato per le famiglie che hanno una persona disabile. «I centri di accoglienza sono chiusi» e anche i disabili sono a casa. «Preghiamo per le famiglie perché non perdano la pace in questo momento» e possano affrontare questa situazione «con fortezza e gioia». 

Il pensiero del Papa fa affiorare le situazioni più o meno complicate che tante mamme e papà si trovano a gestire tra le quattro mura domestiche. Gli adulti che hanno dei figli – al di là delle preoccupazioni per l'epidemia - stanno affrontando un’altra enorme sfida, quella di non traumatizzare i bambini ma di spiegare loro, con le parole più appropriate, quello che sta accadendo in Italia. I pediatri si raccomandano di non eludere mai le domande, altrimenti l'incertezza o le mezze verità rischiano di alimentare le paure più nascoste.

Già i bambini di 3 anni percepiscono benissimo che cosa sta accadendo, che c'è un cambiamento nelle abitudini e osservano le inquietudini dei grandi. «Occorre essere sinceri: spiegando cos'è un virus, come si trasmette, quali malattie può causare e quali strumenti abbiamo per difenderci» spiegano dalla Fondazione Veronesi.

Il contagio da coronavirus si sta diffondendo in maniera esponenziale. In pochissimi giorni il numero degli infetti raddoppia, e di questo passo non è difficile prevedere che in due mesi raggiunga l’ordine di decine di migliaia di persone solo in Italia.

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