Vaticano, ormai è aperto dissenso anche in Austria: bandiere Lgbt sui campanili per Pasqua

Vaticano, ormai è aperto dissenso anche in Austria: bandiere Lgbt sui campanili per Pasqua
di Franca Giansoldati
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Domenica 4 Aprile 2021, 18:42 - Ultimo aggiornamento: 20:20

Città del Vaticano – All'inizio la prima bandiera è apparsa timidamente su una chiesa in Germania. Poi, man mano che cresceva il dissenso di preti e vescovi per il divieto del Vaticano contro la benedizione alle coppie gay, i drappi arcobaleno – simbolo della realtà Lbgt – sono spuntati ovunque sui campanili. Dalla Germania il fenomeno delle bandiere arcobaleno si è spostato all'Austria, dove su molte delle facciate delle chiese austriache - per Pasqua -  era ben visibile da lontano, per protestare contro Roma e il Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede (autorizzato da Papa Francesco). 

La dottrina della Chiesa in materia di omosessualità è molto netta e si sviluppa in diversi punti del Catechismo. «Dio non smette mai di benedire ciascuno dei suoi figli (...). Ma non può benedire il peccato». Per peccato, ovviamente, si intende la convivenza di una coppia delle stesso sesso.

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In Austria padre Erich Baldauf, della parrocchia di Hard, sul confine occidentale è stato tra i primi a sventolare l'arcobaleno Lgbt, dando voce al dissenso che finora ha raccolto centinaia di altri aderenti. «Volevamo dimostrare che non siamo d'accordo con questa posizione d'altri tempi» ha detto alla France Press.

In Austria la popolazione nonostante sia a maggioranza cattolica non apprezza molto la presa di posizione del Vaticano. Anzi, non lo comprende proprio. Il 64% ha manifestato contrarietà alle posizioni vaticane. 

Solo il 13% degli intervistati in un recente sondaggio ha affermato di accettarlo, in un paese che permette il matrimonio omosessuale dal 2019. «Non riesco a capire come si possano benedire motociclette o stazioni dei pompieri ma non due persone innamorate» hanno fatto sapere alcune associazioni di cattolici gay.

La Chiesa cattolica in Austria conta quasi 5 milioni di fedeli i- su 8,9 milioni di abitanti – un numero elevato ma in progressivo calo per effetto della secolarizzazione galoppante. Di recente anche l'arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schönborn, ha espresso riserve sul Responsum.


 

In Germania diversi vescovi proprio in questi giorni hanno inviato alle diocesi dei messaggi pasquali in cui manifestano dissenso verso l'inflessibilità della Chiesa cattolica. Il presidente della Conferenza episcopale tedesca, il vescovo di Limburg, Georg Baetzing, per esempio, ha detto di deplorare gli scandali e l'inflessibilità di Roma. Spiega di essere addolorato quando la «Chiesa fa vacillare i credenti attraverso gli scandali o blocca l'accesso di molte persone alla fede attraverso strutture rigide e una mancanza di volontà di cambiare».
 
Sulla stessa lunghezza d'onda il cardinale Reinhard Marx di Monaco che spera che la chiesa raggiunga un punto di svolta. Non ha poi nascosto l'impressione che le tradizioni spesso siano state mantenute per paura del nuovo. Idem per il vescovo di Magdeburgo, Gerhard Feige. Per lui esistono delle «incrostazioni» nella chiesa determinate quando le persone si trincerano dietro dottrine e abitudini. Ha invitato anche i cristiani a lasciare i loro «sentieri e le convinzioni per cercare Dio anche al di fuori».
 
Il vescovo di Aquisgrana, Helmut Dieser, ha spiegato che la Chiesa si trova di fronte a «dimissioni di massa» a causa di come sono stati gestiti gli abusi contro i minori in passato. Quello che serve, a suo parere, sono riconciliazione e rinnovamento.

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