Papa Francesco e il suo lascito ai giovani: «Siete l'ultima generazione che può salvare la terra»

Papa Francesco e il suo lascito ai giovani: «Siete l'ultima generazione che può salvare la terra»
di Franca Giansoldati
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Sabato 2 Ottobre 2021, 17:43 - Ultimo aggiornamento: 17:44

Città del Vaticano –  «Siete l'ultima generazione che può salvare la terra». Papa Francesco si rivolge ancora una volta ai giovani - da sempre suoi interlocutori privilegiati - per affidare loro quello che sembra essere una sorta di lascito spirituale, spronandoli a portare avanti una nuova visione del mondo. «Abbiate coraggio». L'ambiente, il clima, il rapporto tra l'uomo e i sistemi produttivi all'insegna di una impostazione economica diversa da quella attuale in cui, dice, non è più possibile lasciare indietro nessuno visto che il Covid ha fatto capire la connessione inscindibile degli uni con gli altri, a dispetto delle distanze geografiche, delle diversità generazionali e delle provenienze sociali. «La qualità dello sviluppo dei popoli e della Terra dipende soprattutto dai beni comuni. Per questo dobbiamo cercare nuove vie per rigenerare l’economia nell’epoca post-Covid-19 in modo che questa sia più giusta, sostenibile e solidale, cioè più comune».

Papa Francesco e il suo lascito ai giovani

Il messaggio che Bergoglio ha inviato all'evento mondiale di “The Economy of Francesco”, che si svolge oggi in diretta streaming dal Palazzo Monte Frumentario di Assisi è articolato in quattro punti chiave.

Covid - «La pandemia non solamente ci ha rivelato le profonde disuguaglianze che infettano le nostre società: le ha anche amplificate. Dall’apparizione di un virus proveniente dal mondo animale, le nostre comunità hanno sofferto il grande aumento della disoccupazione, della povertà, delle disuguaglianze, della fame e dell’esclusione dall’assistenza sanitaria necessaria. Non ci dimentichiamo che alcuni pochi hanno approfittato della pandemia per arricchirsi e chiudersi nella propria realtà. Tutte queste sofferenze ricadono in maniera sproporzionata sui nostri fratelli e sorelle più poveri». 

Natura - «La Terra ci precede e ci è stata data, e questo è un elemento-chiave nella nostra relazione con i beni della Terra e quindi premessa fondamentale per i nostri sistemi economici. Noi siamo amministratori dei beni, non padroni. Nonostante questo, l’economia malata che uccide nasce dalla supposizione che siamo proprietari del creato, capaci di sfruttarlo per i nostri interessi e la nostra crescita. La pandemia ci ha ricordato questo profondo legame di reciprocità; ci ricorda che siamo stati chiamati a custodire i beni che il creato regala a tutti». 

Economia - «Abbiamo bisogno di processi più circolari, di produrre e non sprecare le risorse della nostra Terra, modi più equi per vendere e distribuire i beni e comportamenti più responsabili quando consumiamo. C’è anche bisogno di un nuovo paradigma integrale, capace di formare le nuove generazioni di economisti e di imprenditori, nel rispetto della nostra interconnessione con la Terra».

Clima - «Oggi la nostra madre Terra geme e ci avverte che ci stiamo avvicinando a soglie pericolose. Voi siete forse l’ultima generazione che ci può salvare, non esagero. Alla luce di questa emergenza, la vostra creatività e la vostra resilienza implicano una grande responsabilità. Spero che possiate usare quei vostri doni per sistemare gli errori del passato e dirigerci verso una nuova economia più solidale, sostenibile ed inclusiva». 

Economisti - «Il nostro tempo, per l’importanza e l’urgenza che ha l’economia, ha bisogno di una nuova generazione di economisti che vivano il Vangelo dentro le aziende, le scuole, le fabbriche, le banche, dentro i mercati».

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