PAPA FRANCESCO

Il Vaticano fa sparire le foto del vice presidente di Taiwan: troppo indigeste per la Cina

Lunedì 11 Novembre 2019 di Franca Giansoldati
l'incontro tra il Papa e il vice presidente di Taiwan (Photo Osservatore Romano)

Città del Vaticano – Scoppia il giallo delle fotografie ufficiali del vice presidente di Taiwan che stringe sorridente la mano al Papa, sotto un crocifisso nella sacrestia di San Pietro. Quelle immagini a distanza di qualche settimana sono state fatte sparite dal Vaticano. Per la Cina dovevano essere fotografie piuttosto indigeste. E così per non compromettere i fragilissimi rapporti con Pechino, il Vaticano ha cancellato ogni traccia del colloquio con il vice presidente di Taiwan.

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Difficile del resto che quelle immagini si siano cancellate da sole o per sbaglio, piuttosto sembra una sorta di damnatio memoriae ai danni del piccolo stato ribelle che da sempre è rimasto fedele alla Chiesa cattolica e alla Santa Sede, dai tempi di Mao. Una realtà che oggi sopravvive schiacciata dal gigante cinese che rivendica l'autorità su Formosa. 

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Il mese scorso, in occasione della canonizzazione a san Pietro di quattro nuovi santi, erano presenti sul sagrato della basilica diverse delegazioni ufficiali ad altissimo livello. Oltre alla delegazione di Taiwan c'era il principe Carlo, il vice presidente del Brasile, la Svizzera e il presidente Mattarella. Come è prassi le delegazioni vengono salutate a parte, nella sacrestia, e le fotografie ufficiali sono visibili (e acquistabili) sul sito fotografico dell'Osservatore Romano. 

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A distanza di qualche giorno, però, di tutte le diverse immagini dell'incontro solo quelle tra il vice presiente di Taiwan e Papa Francesco sono state misteriosamente cancellate. Non ne è stata lasciata nemmeno una per sbaglio. Non è difficile immaginare che dietro questa imbarazzante eliminazione ci sia la longa manus di Pechino che avrà avanzato una specifica richiesta alla Santa Sede chiedendole di non esibire, nemmeno sul sito fotografico dell'Osservatore, alcun segno dell'incontro con i vertici di Taiwan - i loro nemici -  altrimenti il rischio è di avere un percorso ancora più accidentato sulla via della normalizzazione avviata con l'accordo dell'anno scorso. Un percorso ad exsperimentum per normalizzare le relazioni diplomatiche che si sono rotte con l'avvento di Mao. 

Con l'arrivo del comunismo in Cina Taiwan è stata ufficialmente riconosciuta dalla Santa Sede e poco dopo è stata aperta una ambasciata taiwanese in Vaticano, l’unica presente in Europa. Il Vaticano, invece, non ha un nunzio apostolico ma solo un incaricato d'affari.

In futuro è possibile, vista l'aria che tira, che la presenza vaticana a Taiwan si abbassi a semplice delegazione apostolica. Per Taiwan sarebbe lo scenario peggiore visto che il trend negativo continua implacabile. Quest'estate persino le Isole Salomone, disperse nell'Oceano, hanno deciso di cambiare rotta e si sono dirette verso la Cina. Pechino punta ad estendere la sua influenza nell'area del Pacifico. Negli ultimi anni le defezioni diplomatiche sono state continue: Burkina, Panama, Repubblica Dominicana, Sao Tomè, Principe.

Il giorno che anche il Vaticano decidesse di abbandonare Taiwan, per l'isola di Formosa sarebbe un brutto colpo. Per questo le fotografie cancellate della  delegazione guidata dal vice presidente suonano un po' come una campana a morto. 

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