PAPA FRANCESCO

Diverse Ong scrivono a Mattarella e Conte: «Parlate a Xi di diritti umani e religiosi in Cina»

Mercoledì 20 Marzo 2019
Città del Vaticano – Alla vigilia dell’arrivo del presidente Xi Jinping quindici Ong specializzate in libertà religiosa hanno lanciato un Sos al premier Conte e al Presidente Mattarella chiedendo che la questione dei diritti umani e delle persecuzioni religiose non sia esclusa dai colloqui con il leader cinese. L’iniziativa è del quotidiano online sui diritti umani e la religione in Cina Bitter Winter, diretto dal sociologo Massimo Introvigne e pubblicato in otto lingue. I firmatari includono alcune delle principali organizzazioni internazionali attive nel settore della libertà religiosa, tra cui il consiglio missionario delle Chiese protestanti della Danimarca. La lettera afferma ricorda le difficoltà di alcuni gruppi religiosi: gli Uiguri musulmani, la Chiesa cattolica e il Falun Gong.

«La Cina – si legge nella lettera -  consente di operare solamente a poche organizzazioni religiose controllate dal Partito Comunista Cinese (PCC)” inoltre “la nuova legge sulla religione, entrata in vigore nel 2018, ha inasprito la repressione di tutti i gruppi che non siano gli organismi religiosi controllati dal PCC, tra cui le Chiese domestiche protestanti». Nella lettera si ricorda che anche alcuni sacerdoti cattolici, nonostante l’accordo firmato con la Santa Sede, vengono tuttora aggrediti e in alcuni casi arrestati se si rifiutano di aderire all’Associazione patriottica controllata dal PCC.

E alcuni gruppi, come il Falun Gong sono banditi come xie jiao («insegnamenti eterodossi»). Questo significa, spiegano le Ong, che viene data loro una caccia spietata, che i fedeli vengono arrestati e condannati per nessun altro motivo che l’essere attivi in un gruppo proibito, e che in diversi casi documentati sono addirittura torturati e uccisi. 305 praticanti del Falun Gong l’anno scorso sono stati arrestati.  «La persecuzione degli xie jiao peraltro viene giustificata attraverso massicce campagne di fake news che li accusano di crimini che non hanno mai commesso».

Anche il controllo esercitato dal partito comunista sui buddhisti tibetani si è oramai fatto intollerabile. In tutto il Paese statue buddhiste e taoiste vengono disinvoltamente distrutte accampando i pretesti più vari.
Infine i musulmani. Alcuni studi accademici calcolano in almeno un milione il numero degli uiguri e di altri musulmani che sono detenuti nei cosiddetti campi per la trasformazione attraverso l’educazione.
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