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Il Covid sta sterminando gli indios, i Comboniani e il Maxxi rilanciano l'appello di Salgado

Venerdì 8 Maggio 2020 di Franca Giansoldati
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Allarme Amazzonia. Forse questo è il momento più drammatico della sua storia. Le popolazioni che vi risiedono - riberinhos, abitanti dei fiumi, seringheiros, raccoglitori di gomma, quilombolos, popoli di origine afro - sono minacciate dal coronavirus che sta mietendo vittime su vittime, nel silenzio internazionale. 

Una terra sterminata, ricchissima per certi versi maledetta  soprattutto da quando è diventata una frontiera economica per i gruppi che la sfruttano senza alcuna considerazione per le persone che vi abitano. I missionari comboniani che vivono in Brasile confermano quanto è emerso nelle settimane precedenti - una ecatombe - e rafforzano l'appello internazionale lanciato dal fotografo Sebastiao Salgado tra i più famosi e premiati fotografi contemporanei che ha lavorato tra le tribù dell’Amazzonia dove ha realizzato un grande progetto fotografico che, nel 2021, sarà esposto in anteprima mondiale in una grande mostra al Maxxi, il museo di arte contemporanea di Roma dove, domani, 9 maggio alle ore 15.00 su tutti i canali social del Maxxi (FB, Instagram, YouTube,Twitter,LinkedIn e Telegram) dialogherà con Giovanna Melandri  - la presidente - rinnovando l'appello al governo brasiliano e alla comunità internazionale perché si prendano provvedimenti per evitare il contagio e la distruzione di quelle popolazioni .


 
Tra i firmatari dell'appello anche Renzo Piano,Tadao Ando, Santiago Calatrava, Norman Foster, Rem Koolhaas, Jean Nouvel; gli artisti Ai WeiWei, Christo e Julian Schnabel; lo scrittore Premio Nobel Mario Vargas Llosa; i registi Pedro Almodovar,Alejandro González Iñárritu , Werner Herzog, Terrence Malick, Oliver Stone, Wim Wendres; le attrici Maryl Streep, Susan Sarandon, Juliette Binoche e gli attori Brad Pitt, Richard Gere e Silvester Stallone; e poi Madonna, Sting, Paul Mc cartney, Chico Buarque, Gilberto Gil, Caetano Veloso.

I missionari comboniani di Nigrizia spiegano che lo scenario che abbiamo oggi in Brasile non è affatto consolante, con un aumento costante dei casi di contaminazione e dei decessi per Covid-19. Ad oggi contiamo più di novemila morti confermate con uno spaventoso aumento dei decessi per problemi respiratori, ben al di sopra di quanto registrato nello stesso periodo dello scorso anno, che il governo non contabilizza come morti per coronavirus. Questa situazione caotica ha portato al crollo dell’intero sistema sanitario del paese, già prima precario.

In Amazzonia la situazione è la peggiore di tutto il Brasile; manca l´assistenza sanitaria di base e la situazione è molto preoccupante. Nella maggior parte delle città mancano i servizi essenziali di base come servizi igienici e unità di salute pubblica. Nella regione amazzonica si concentrano solo il 10% di questi servizi, rispetto al resto del paese.



Il caos che si è verificato negli stati di Amazonas, Amapá e Pará, soprattutto nelle capitali, è un esempio di ciò che può accadere negli altri stati dell’Amazzonia brasiliana e della regione Panamazonica, dove la povertà e la mancanza di politiche pubbliche sono simili. Di fronte a tale assenza dello stato di diritto, i sessantasette vescovi dell’Amazzonia brasiliana hanno pubblicato una nota in difesa della vita dei popoli indigeni e amazzonici.

I vescovi dichiarano che la «devastazione causata dal coronavirus e dalla crisi socio-ambientale, preannunciano l’immensa tragedia umanitaria causata dall’abbandono da parte delle autorità politiche regionali e nazionali».

Per i missionari le conseguenze della pandemia sono chiare. Il virus « agisce di pari passo con un governo che destabilizza l’intera nazione, la cui retorica favorisce il pregiudizio e la discriminazione, la mancanza di rispetto per la Costituzione e la democrazia. Questa politica nefasta e genocida, vuole consegnare al capitale economico internazionale i territori indigeni e le unità di conservazione ambientale».

Lo sta facendo anche grazie alla Misura Provvisoria 910/19 che il governo ha inviato al Congresso Nazionale. Una misura che legalizza l’accaparramento delle terre, la deforestazione e di conseguenza l’invasione e la devastazione delle terre indigene e dei territori tradizionali.

Purtroppo, aggiunge Nigrizia, gli invasori non sono in quarantena e con più voracità stanno deforestando la foresta amazzonica e contaminando le acque e la terra. L’inefficienza dello Stato brasiliano nel frenare questa azione della criminalità organizzata nella regione fa si che deforestazione e violenza siano aumentate in questi ultimi mesi. 

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