Il Vaticano, «dalla biomedicina possibili anche effetti sconcertanti»

Martedì 18 Giugno 2019
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Il Vaticano lancia l'allarme sulla biomedicina e sugli effetti collaterali che può comportare in alcune situazioni. «La capacità della biomedicina di trattare le malattie acute comporta spesso la produzione di situazioni patologiche croniche». Le tecniche di rianimazione, per esempio, «da un lato consentono interventi risolutivi salvavita, dall'altro producono effetti decisamente sconcertanti. Per esempio portano dei malati a restare in quelli che vengono definiti 'stati vegetativì. Sempre più quindi allungare la vita può significare allungare il tempo di convivenza con le malattie». Ad affrontare questo aspetto è monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita.

«Ma qualunque progresso non può 'nasconderè la 'fragilità' della condizione umana. Noi rimaniamo vulnerabili anche in questa epoca in cui la tecnologia e la medicina hanno fatto enormi passi avanti» afferma il presule, aggiungendo che si tratta di una prospettiva su cui anche chi si dedica alle professioni di cura va sensibilizzato, ed è un importante compito formativo, a cui gli infermieri sono spesso più preparati dei medici. Occorre quindi valorizzare stili di vita e di relazione che non fuggono dalla fragilità, ma assumono l'evidenza del progressivo declino cui siamo sottoposti e che la medicina contemporanea paradossalmente enfatizza, aumentando il tempo di convivenza con la malattia debilitante» © RIPRODUZIONE RISERVATA

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