ROMA

L'antisemitismo cresce troppo, l'allarme del Papa e del Centro Simon Whiesenthal

Lunedì 20 Gennaio 2020 di Franca Giansoldati
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Città del Vaticano - «Barbare recrudescenze di antisemitismo». Cimiteri ebraici profanati in varie città europee, slogan di morte, minacce alle sinagoghe e ai rabbini, timore per i centri cuturali ebraici, croci uncinate. Anche a Roma e in altre parti d'Italia l'antisemitismo si è riaffacciato brutale con la rimozione delle pietre d'inciampo o con lapidi imbrattate di vernice.  Papa Francesco parlando con i membri del Centro Wiesenthal è tornato a condannare l'odio nei confronti degli ebrei che rievoca orrendi fantasmi legati al nazismo e al fascismo.

«Voi contribuite in modo particolare a mantenere viva la memoria dell’Olocausto. Tra una settimana, il 27 gennaio, si ricorderà il 75° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Lì, nel 2016, sostai per interiorizzare, per pregare in silenzio. Oggi, assorbiti nel vortice delle cose, fatichiamo a fermarci, a guardarci dentro, a fare silenzio per ascoltare il grido dell’umanità sofferente» ha affermato il pontefice, lanciando l'allarme sull'indebolimento della memoria collettiva, sull'ignoranza storica, sulla incapacità di mettere a fuoco gli errori commessi nel passato.

«Se perdiamo la memoria, annientiamo il futuro. L’anniversario dell’indicibile crudeltà che l’umanità scoprì settantacinque anni fa sia un richiamo a fermarci, a stare in silenzio e fare memoria. Ci serve, per non diventare indifferenti.

Poi, sulla situazione attuale, denunciata più volte in Europa, si è detto preoccupato per «l’aumento, in tante parti del mondo, di un’indifferenza egoista, per cui interessa solo quello che fa comodo a sé stessi: la vita va bene se va bene a me e quando qualcosa non va, si scatenano rabbia e cattiveria. Così si preparano terreni fertili ai particolarismi e ai populismi, che vediamo attorno a noi. Su questi terreni cresce rapido l’odio. Ancora recentemente abbiamo assistito
a barbare recrudescenze di antisemitismo. Non mi stanco di condannare fermamente ogni forma di antisemitismo. Per affrontare il problema alla radice, dobbiamo però impegnarci anche a dissodare il terreno su cui cresce l’odio, seminandovi pace».

 

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