L'Algeria chiude la Caritas, giro di vite sulle Ong straniere sospettate di coprire attività fuorilegge

L'Algeria chiude la Caritas, giro di vite sulle Ong straniere sospettate di coprire attività fuorilegge
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Martedì 27 Settembre 2022, 17:06 - Ultimo aggiornamento: 17:50

Città del Vaticano - Giro di vite del governo algerino nei confronti di tutte le ong straniere. Nel mirino è finita anche la Chiesa cattolica e non è certo un buon segnale per la radicalizzazione islamica che sta prendendo il paese. Con una decisione unilaterale e imprevista i vescovi del paese hanno ricevuto l'ordine di far cessare ogni tipo di attività alla Caritas locale. Ad annunciarlo la Chiesa algerina con un comunicato. Le attività devono essere chiuse entro la fine della settimana prossima. Un precedente segnale c'era stato tempo fa con il blocco dei visti di ingresso per gli studenti cattolici. 

La chiusura della Caritas è stata annunciata da monsignor Paul Desfarges, arcivescovo emerito di Algeri. Ha spiegato che si tratta di una misura richiesta dalle autorità governative, senza entrare troppo nei dettagli per non sollevare polemiche. Da tempo la Chiesa si trova in una posizione sempre più debole nei confronti di un governo intrasigente e poco incline al dialogo interreligioso.

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La disposizione di sradicare le attività di Caritas Algeria riferisce, invece, l'agenzia vatican Fides ha a che fare con una serie di misure restrittive prese nei confronti delle ogn straniere. «Tutte le comunicazioni arrivate dal Ministero dell’Interno contenevano riferimenti generici al fatto che la Chiesa cattolica stesse ‘coprendo’ una organizzazione non autorizzata, coinvolta in attività ‘fuori legge’, senza che fossero specificati riferimenti puntuali a eventuali articoli di legge violati» scrive Fides. 

Le iniziative di Caritas Algeria vanno a vantaggio delle fasce più vulnerabili del popolo algerino, per quasi totalità musulmano. Caritas Algeria si occupava anche del fenomeno dei migranti, assistendo  malati e minori con iniziative umanitarie ma senza mai assumere toni o sostenere mobilitazioni di impronta politica.

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