L'indagine vaticana scagiona il cardinale Dziwisz: «Mai insabbiato i pedofili». Ma dal Messico una vittima: «lui sapeva di Maciel»

L'indagine vaticana scagiona il cardinale Dziwisz: «Mai insabbiato i pedofili». Ma dal Messico una vittima: «lui sapeva di Maciel»
di Franca Giansoldati
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Mercoledì 27 Aprile 2022, 17:40 - Ultimo aggiornamento: 21:03

Città del Vaticano – Il cardinale Stanislao Dziwisz 'scagionato' totalmente dalle accuse di avere coperto casi di pedofilia in Polonia - dopo una indagine affidata dal Vaticano al cardinale Angelo Bagnasco - stamattina è stato a pregare sulla tomba di San Giovanni Paolo II e ha fatto visita al Pontefice emerito, al monastero Mater Ecclesiae. Il ruolo avuto dal cardinale Dziwisz sulla gestione dei casi di abusi durante il periodo in cui ha retto la diocesi di Cracovia, dal 2005 al 2016, è stata definita «corretta» da un rapporto redatto in base alla documentazione disponibile. 

«L'indagine fatta da Bagnasco non ha considerato però il mandato di Dziwisz mentre era in Vaticano ed era segretario privato di Giovanni PaoloII, che fu papa dal 1978 al 2005». Lo ha ricordato con dolore una delle vittime di padre Maciel Macial Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo, considerato uno dei principali criminali della Chiesa moderna, morto nel 2008 in Florida ma mai ridotto dalla Chiesa allo stato laicale. Al Messaggero Josè Barba Martin, una delle prime vittime di Maciel, ha affidato un doloroso commento. Martin ha ricordato che lui stesso assieme ad altri abusati, inviarono all'allora segretario di Wojtyla, la documentazione comprovante il male fatto. Le carte furono spedite da un ufficio postale di via di Porta Angelica a Roma, agli inizi del 2000. Barba Martin conserva ancora la ricevuta.

«Dziwisz era amico di Maciel e noi sappiamo che a conoscenza del male che aveva fatto». Maciel fu solo in seguito – alla morte di Giovanni Paolo II – riconosciuto colpevole di decine di stupri di giovanissimi seminaristi e di altri reati, tra cui la corruzione e l'abuso di sostanze stupefacenti. «Perchè il Vaticano ha fatto una indagine a metà, senza tenere conto del ruolo che ha avuto Dziwisz precedentemente, come segretario di Giovanni Paolo II?»

NOn solo. Un'indagine interna vaticana del 2020 sull'ex cardinale Theodore McCarrick, radiato da Francesco per pedofilia, ha scoperchiato e messo in evidenza il ruolo di Dziwisz nella nomina di McCarrick a capo dell'arcidiocesi di Washington. Una nomina portata avanti e maturata nonostante le prove di che esistevano contro di McCarrick. Il rapporto vaticano ha rivelato che Giovanni Paolo II alla fine prese McCarrick in considerazione dopo che questi scrisse una lettera appassionata a Dziwisz negando di aver mai fatto sesso con seminaristi. Anche se nella chiesa di Washington era noto nell'ambiente proprio per il vizietto di portarsi a casa giovani. 

Dopo la morte di Giovanni Paolo II - avvenuta nel 2005 m-  Dziwisz fu nominato arcivescovo di Cracovia, nel sud della Polonia, dove era stato segretario del cardinale Karol Wojtyla. A nominarlo cardinale è stato Papa Benedetto XVI nel 2006.

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