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Virus mutato in tutta la regione, ma sotto controllo. Incognita sudafricana per un cittadino abruzzese transitato in Umbria

Virus mutato in tutta la regione, ma sotto controllo. Incognita sudafricana per un cittadino abruzzese transitato in Umbria
di Fabio Nucci
4 Minuti di Lettura
Venerdì 26 Febbraio 2021, 09:15

PERUGIA  -La variante brasiliana nel perugino, quella inglese tra Foligno e Spoleto. Lo studio di prevalenza sulle mutazioni del SarsCov2 spiega l’impennata di casi che nell’ultimo mese in alcune zone della regione estendendosi, seppur con minore intensità alla provincia di Terni. Il fenomeno varianti, tuttavia, con le restrizioni ha portato anche un “affinamento” della sorveglianza col risultato che in due settimane la curva epidemica ha preso a scendere mentre a livello nazionale i contagi stanno risalendo. «Stiamo dando risposte anche a tale ondata che ha investito l’Umbria ma che arriva in tutta Italia», osserva l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto.
Il bollettino Covid di ieri conferma la frenata dei contagi coi casi settimanali in calo del 17%: 267 i nuovi positivi, 1.852 negli ultimi sette giorni, dato che riporta al 27 gennaio. «La media mobile (ieri 264,4, ndr) mostra un’inversione di tendenza – spiega Marco Cristofori, responsabile Sorveglianza e Promozione salute della Usl Umbria 2 – e l’andamento dei nuovi casi dimostra che le misure introdotte funzionano, nonostante le varianti. Anche l’Rt si è ridotto sotto la soglia di guardia (0,86) mentre quello nazionale sale». Il trend si è quindi replicato nell’incidenza dei nuovi casi sulla popolazione che a livello regionale è arrivata a 202 ogni 100mila abitanti, poco sopra la soglia di guardia (200). L’andamento tra le due province resta differenziato: 242,6 a Perugia, in calo; 87,1 a Terni, in lieve crescita. Quanto al rapporto nuovi casi/tamponi molecolari, Cristofori parla di andamento speculare tra le due Asl. «Segno che il contact tracing tiene botta a parte qualche stonatura in qualche distretto».
Dopo il picco di quattro giorni fa, sembra avviata verso un trend discendente anche la curva delle ospedalizzazioni. Per il terzo giorno scende il dato dei ricoveri ordinari, ieri 448 (-12), e cala anche il numero delle rianimazioni: ieri 77 posti letto occupati (come tre settimane fa) pur con 5 ingressi giornalieri. «Pur a un livello elevato – spiega Carla Bietta, responsabile dell’Unità di Epidemiologia della Usl Umbria 1 – la curva dei ricoveri ordinari, disallineata di 10-15 giorni risetto all’andamento dei casi, è in una fase di tendenziale stabilizzazione. Ci rincuora che un andamento simile lo sta assumendo anche la curva delle terapie intensive. Quanto ai decessi, c’è un rallentamento ma con una numerosità ancora consistente». Ieri altri 9 casi, con la media mobile che dopo 5 giorni è scesa sotto 11: altre 4 vittime segnalate a Perugia, le altre a Bastia, Foligno, Gubbio, Terni e Umbertide.

La maggior aggressività del virus è legata alla diffusione delle varianti, la cui presenza è certificata dall’esito dello studio di prevalenza che ha interessato 176 campioni sequenziati dall’Iss. «Tra questi - come riferito da Massimo D’Angelo, commissario regionale per l’emergenza Covid – in 95 è stata riscontrata la variante brasiliana (53,9%), in 52 (29,5%) quella inglese, mentre i restanti 29 sono riferibili ad altre microvarianti». A livello territoriale, considerando i laboratori di riferimento, c’è una prevalenza di quella brasiliana a Perugia (“dove circolano solo varianti ormai”), di quella inglese a Terni (57%): a Città di Castello le due mutazioni sono state riscontrate nel 34 e 39% dei casi. Tale contagio ha interessato anche Terni, col 25% dei positivi alle prese con la brasiliana, il 21% con la inglese. «Pur con differenze, le due varianti sono presenti in tutto il territorio e questo ci ha portato sin da subito ad un approfondimento epidemiologico in tutta la regione», aggiunge D’Angelo. «Da dieci giorni abbiamo recepito una circolare ministeriale che prevede sorveglianza e contact tracing rafforzati come se le varianti fossero presenti in tutto il territorio regionale». Con l’incidenza in calo anche nelle città più colpite, un tracciamento capillare dei contatti ha consentito di isolare progressivamente i contagi, “proteggendo” le aree meno colpite. L’incognita ora è rappresentata dalla variante Sudafricana isolata ad Avezzano (L’Aquila) su una persona transitata in Umbria. «Stiamo facendo la mappatura per verificare la congruità dell’eventuale trasmissione – aggiunge D’Angelo - e risalire ai luoghi in cui tale soggetto ha soggiornato. Ma questo lo facciamo per tutti i casi, ecco perché il contact-tracing funziona».

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