CORONAVIRUS

Virus, arrivano milioni per i buoni spesa
come sono divisi per i comuni e come averli

Mercoledì 25 Novembre 2020 di Federico Fabrizi

PERUGIA Buoni spesa, seconda chance. Per i tanti che erano rimasti esclusi dal provvedimento a marzo, arriva il bis. Altri 400 milioni di euro «per misure urgenti di solidarietà alimentare» stanziati dal governo nel decreto “ristori ter”. Per l’Umbria un altro blocco da 5 milioni e 492mila euro da dividere tra i 92 Comuni.
Lo scorso marzo, sulla base di un’indagine di Anci Umbria, il 12 per cento dei Comuni aveva chiuso l’avviso per esaurimento delle risorse entro i primi 20 giorni di aprile.
LE STRATEGIE
Lo stanziamento punta sostenere «singoli e nuclei familiari in condizioni di necessità, a causa dell’emergenza epidemiologica». La ripartizione è in fotocopia a quanto fissato lo scorso marzo. La pubblicazione della norma nella Gazzetta ufficiale riporta anche una tempistica: «Entro sette giorni dalla data di entrata in vigore del decreto...». In Umbria ben 81 Comuni avevano adottato la tipologia dei buoni spesa, 9 avevano affiancato ai buoni spesa i pacchi alimentari e 2 avevano distribuito pacchi alimentari.
I NUMERI
Il Comune di Perugia riceverà la fetta più consistente: 876mila euro, a Terni andranno 653mila euro. La ripartizione è proporzionata alle dimensioni, ovviamente: dai 600 euro per il piccolo municipio di Poggiodomo ai 350mila di Foligno. Poi ancora: dai 1500 euro per Polino ai 244mila di Spoleto.
Le richieste a marzo avevano spesso superato le disponibilità. Solo un Comune su quattro aveva riaperto i termini o pubblicato nuovi avvisi per assegnazione delle risorse residue di una seconda tranche. Sempre durante la prima fase, erano stati stanziati ulteriori fondi da parte dei Comuni, grazie all’attivazione di misure di solidarietà alimentare da parte di privati, terzo settore, associazionismo.
I CRITERI
Molti Comuni avevano aperto un conto corrente dedicato alle donazioni. Infine, altri avevano integrato con risorse dal proprio bilancio i fondi destinati alle misure di solidarietà alimentare. Quanto agli esercizi commerciali che avevano aderito, nella maggior parte dei casi i Comuni avevano raccolto le adesioni attraverso una manifestazione d’interesse.
Anche la modalità di distribuzione delle risorse dovrebbe seguire lo schema adottato nel mese di marzo. Anci Umbria ha predisposto anche una serie di criteri di riferimento, poi spetterà a ciascun Comune approvare la delibera del caso, che comunque terrà come primo parametro di riferimento l’Isee.
LA DISTRIBUZIONE
Definita la tabella per la distribuzione dei fondi Comune per Comune: 182mila euro ad Assisi, a Bastia 140mila euro; ancora scorrendo l’elenco: 107mila euro per i residenti di Castiglione del lago, 213mila per gli eugubini, altri 235mila euro per Città di Castello.

© RIPRODUZIONE RISERVATA