CORONAVIRUS

Covid in Umbria, Tesei: «Ritmo di contagi mai visto, ma la maggior parte sono asintomatici»

Martedì 27 Ottobre 2020
Donatella Tesei

PERUGIA - Numeri importanti, che rendono la seconda ondata del covid completamente diversa dalla prima: ma attenzione, perché la stragrande maggioranza sono asintomaci o con sintomi inferiori.  «In Umbria nell’attuale seconda fase della pandemia Covid sono già stati superati i contagi della prima fase». Lo ha detto la presidente della Regione Donatella Tesei illustrando in Assemblea legislativa la situazione legata all’emergenza sanitaria. «L’epidemia - ha aggiunto - ha un ritmo giornaliero mai visto così come la velocità di propagazione. Un’onda completamente diversa dalla fase 1». La presidente ha parlato di un contagio «massivo e diffuso seppure senza focolai particolari. I positivi sono il segno che il virus circola ma il tracciamento regge».

Tesei ha quindi ricordato che i ricoverati a oggi sono il 5,8% dei contagiati e le terapie intensive lo 0,6% (il 10% dei ricoverati). «Naturalmente - ha aggiunto - sono dati che non ci possono far stare tranquilli ma non possiamo certamente negare che l’onda è completamente diversa. Fatta prevalentemente da asintomatici e pauci-sintomatici. Tanto e vero che in questa fase due abbiamo trovato e isolato un numero maggiore di contagi che in tutta la gestione della fese 1». 

L’Umbria «ha più che quadruplicato» i tamponi Covid eseguiti giornalmente rispetto alla fase 1 della pandemia. «Testiamo - ha detto ancora Tesei - il 3% della popolazione umbra complessiva tutte le settimane. Questo tracciamento rimane e sarà rafforzato però non possiamo pensare anche qui che siamo avulsi da un contesto nazionale dove è saltato il tracciamento proprio per i numeri straordinari in tutto il Paese. Noi li continueremo cercando di farli in maniera sempre più puntuale e precisa per prevenire il più possibile il ricorso agli ospedali». La presidente ha anche annunciato un accordo straordinario con l’Università degli Studi di Perugia che metterà a disposizione 150 nuovi tracciatori.

«Con le prime ordinanze abbiamo cercato di abbattere momenti antropici legati a attività non essenziali o che si possono fare da remoto. Evitare luoghi dove è facile il contagio - ha concluso la presidente -. Ci stiamo muovendo su più livelli: sulla scuola abbiamo cercato di applicare la didattica a distanza per il 50 per cento degli alunni delle scuole superiori, per l’Università quasi totale, esclusi laboratori. Abbiamo implementato il trasporto pubblico locale scendendo al di sotto della percentuale di riempimento indicata, il 60 per cento, che si unisce al meno 50 per cento di presenze nelle scuole superiori, per tutelare studenti e gli utilizzatori dei mezzi pubblici. Non è una cosa fatta tanto per fare, comporta impiego di risorse e progetti che gli assessorati hanno svolto. Oltre a ciò, seguo i tavoli con Prefettura e Questura per i controlli. Le ordinanze mostrano effetti dopo 15 giorni, ma serve anche il controllo. Individuare luoghi di aggregazioni, stazioni dei pullman, esterni delle scuole, per evitare che i ragazzi tolgano la mascherina. Il contagio poi passa alle famiglie, dove ci sono gli anziani da tutelare. Serve grande senso di responsabilità da parte di tutti. Nel contempo, abbiamo rinforzato la capacità di risposta dei nostri ospedali, proteggendo chi ci lavora. Ho fatto richieste di ulteriori strumenti di difesa.

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