CORONAVIRUS

Perugia, il questore Sbordone: «L’emergenza non è superata, eventi e movida solo in sicurezza»

Giovedì 13 Agosto 2020
Il questore Antonio Sbordone
PERUGIA - Non una città blindata, ma misure necessarie per far svolgere un qualsiasi evento ora che «oltre all’ordine pubblico e all’allerta terrorismo, va tenuto conto anche dell’emergenza sanitaria». E ancora: un conto è una kermesse che prevede quattro giorni di musica e un conto è il libero incontrarsi di persone in una piazza. Fenomeno che, ai tempi del Covid-19, sempre più spesso si definisce assembramento e che come tale va tenuto entro certi limiti ma non certo solo con controlli e presenza di forze dell’ordine, bensì con una strategia complessiva in grado di sensibilizzare le persone sul fatto che i rischi legati al coronavirus non sono finiti.

Il questore Antonio Sbordone, a poche ore dal sipario calato su Jazz in August traccia un bilancio sotto il profilo della sicurezza e della fattibilità dei tanti eventi culturali a Perugia e provincia ma in un certo modo risponde anche alle questioni sollevate dal patron di Uj, Carlo Pagnotta, che ha parlato di «regole che valgono solo per la musica e non per la movida» e di un trasloco di Umbria jazz al Frontone dopo che i commercianti si sono lamentati per la limitazione delle presenze lungo corso Vannucci.

LA REPLICA
«Quando ci è stato sottoposto il programma della manifestazione abbiamo subito apprezzato la massima professionalità e l’attenzione ai dettagli da parte degli organizzatori - dice il questore a Il Messaggero -. Un piano fatto bene, dal numero di posti alle vie di fuga. La strada principale per piazza IV Novembre però è corso Vannucci, quindi andavano contingentati gli ingressi anche per il corso. E non si pensi che la decisione sia stata presa a cuor leggero, dal momento che ha implicato problematiche organizzative ed economiche, dai contapersone al personale qualificato, coloro che comunemente vengono detti buttafuori ma che in realtà hanno preparazione e competenze essenziali per svolgere queste mansioni. Sapevamo in tempo reale chi entrava e chi usciva. Dal nostro punto di vista, quello della sicurezza e del verificare il rispetto delle misure anti-Covid, tutto è andato bene anche grazie ai servizi coordinati dalla questura e ai 150 agenti tra polizia, carabinieri, finanza e polizia locale, rafforzati anche dai reparti speciali, antiterrorismo, artificieri e cinofili, che hanno lavorato in modo efficace e sinergico». Già. Ma rispetto al rilievo secondo cui tra piazza Danti e piazza Morlacchi c’erano migliaia di giovani assembrati e fuori controllo, cosa rispondere? Sbordone, nell’evidenziare come ci sia una netta differenza tra un evento organizzato e il libero incontrarsi di persone, riparte da un tema già evidenziato. «Ciò che impropriamente viene definito “movida” è da benedire ma va gestita. Non mi sottraggo alle responsabilità, ma quella dei controlli e della presenza di forze dell’ordine è una delle componenti. Sinceramente, prima di arrivare a pensare a soluzioni drastiche come limitare gli accessi nel fine settimana o addirittura chiudere le piazze simbolo del divertimento in centro, credo sia il caso di puntare a una campagna informativa seria, che ci deve vedere tutti coinvolti e che al momento manca».

FARE DI PIÙ
Eppure si era cominciato, dopo il primo weekend da incubo per gli assembramenti a fine maggio, a lavorare sull’informazione e la sensibilizzazione di giovani e giovanissimi, oltre che a un rafforzamento dei controlli. «Bisogna insistere, ho l’impressione che stiamo facendo poco - risponde il questore -. Ora la situazione è più difficile rispetto ai periodi del lockdown. E da questa situazione ne veniamo fuori solo con uno sforzo congiunto e una massiccia campagna di sensibilizzazione, affinché passi il messaggio che l’emergenza non è superata. Del resto, è evidente che i casi stanno crescendo. Per lo più si tratta di situazioni di “importazione” ma sono preoccupato. Perché se torni da una vacanza, specie in alcuni posti dove al momento la possibilità di prendere il covid è più alta, e poi vai a fare una bevuta in piazza Danti rischi di fare “strike”. Dobbiamo cercare di intercettare il fenomeno, anche collaborando con l’ospedale. Dobbiamo tutelare tutti, ma il dovere aumenta verso i giovani».

ALCOL E DROGA, AGIRE SULLA DOMANDA
Alcol e movida, ovviamente, ma anche sul fronte droga. «La situazione dello spaccio in questa città è complicata. Su Perugia insistono più canali di diffusione che fanno capo a diverse organizzazioni ed etnie. Insomma, l’offerta è tanta ma lo è pure la domanda. E su quella dobbiamo lavorare».

Insomma, da Jazz in August ai prossimi tanti eventi, dal Festival dei Due Mondi fino a Eurochocolate passando per le miriadi di feste paesane e celebrazioni religiose, quali sono le indicazioni per poterli svolgere? «Seguire le prescrizioni, non pensare che tutto possa essere fatto come prima e spingere al massimo le potenzialità del binomio pubblico-privato sul versante sicurezza. Ripeto: sono un fautore dell’utilizzo di personale qualificato. Nei 4 giorni del jazz in centro hanno lavorato 50 operatori della sicurezza privata e 40 volontari della protezione civile. Il loro apporto è stato notevole». A proposito di eventi, ci sono anche quelli sportivi. E uno in particolare in questura in queste ore sta assorbendo energie: il match salvezza di domani sera al Curi tra Perugia e Pescara. Un piano sicurezza messo a punto anche se la gara è a porte chiuse, soprattutto per i timori di contestazioni se le cose non dovessero andare bene per il Grifo. «Abbiamo predisposto tutte le misure del caso - conclude Sbordone - e ci auguriamo che vada tutto bene».  Ultimo aggiornamento: 21:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA