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Terni, incubo variante brasiliana: sanitari infettati dopo il vaccino e test sui malati trasferiti da Perugia

Terni, incubo variante brasiliana: sanitari infettati dopo il vaccino e test sui malati trasferiti da Perugia
di Vanna Ugolini
4 Minuti di Lettura
Venerdì 12 Febbraio 2021, 04:55 - Ultimo aggiornamento: 08:10

Incubo variante brasiliana a Terni, uno scenario da brividi che ieri si è rincorso per tutto il giorno. La risposta verrà dai campioni che sono stati mandati all’Istituto superiore di sanità sia dei pazienti di Perugia che sono ricoverati a Terni sia di alcuni sanitari,(per ora un numero esiguo) che si sono contagiati dopo aver avuto la seconda somministrazione di vaccino.

Situazione da monitorare. Una situazione tutta da monitorare e da valutare. I sanitari stanno bene, alcuni sono solo lievemente sintomatici ma la reinfezione, comunque preoccupa. E poi ci sono le parole che ha detto l’assessore Luca Coletto: «Terni zona rossa? Sì se tratterà di salvare vita e la città dall’infezione». Parole che non sono suonate chiare: sono state dette perchè l’assessore sa già qualcosa circa i risultati dei vaccini o ha dei sospetti?
D’altra parte, con il trasporto dei malati da Perugia a Terni, con la variante brasiliana presente a Foligno, è davvero difficile pensare che Terni resterà fuori dai contagi. Anche se non impossibile. I medici su questo sono sempre stati chiari: i comportamenti di ognuno fanno la differenza in questa situazione.

Situazione esplosiva. Ma sicuramente questa situazione esplosiva ha dato la miccia per rinfocolare le polemiche e riaccendere gli interrogativi a cui non è mai stata data risposta. Perchè non sono stati utilizzati i locali dell’Ex milizia, che sono agibili e ben tenuti per creare uno spazio di supporto dell’ospedale? Tra l’altro è emerso che fin da marzo l’Ater aveva scritto alla Regione una lettera nella quale si mettevano a disposizione quei locali senza costi aggiuntivi per la collettività
E ieri la polemica è stata rinfocolata dai Cinque Stelle che ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia.
«Spendiamo ogni anno 25mila euro per le utenze della ex Milizia di Terni, una struttura pronta e inutilizzata che l’Ater già dallo scorso marzo aveva messo a disposizione gratuitamente per l’emergenza pandemica», sostiene il consigliere Cinque Stelle Thomas De Luca. «Il Movimento 5 Stelle - rimarca De Luca - è in grado di offrire prove documentali inedite di come la struttura fosse stata offerta gratuitamente già a marzo 2020, con una lettera indirizzata alla presidente della Regione, Donatella Tesei, e all’assessore alla Sanità, Luca Coletto, firmata da Ater Umbria. Non mi si venga a dire che mancano i posti letto - aggiunge -, che non ci sono gli spazi e che aspettiamo ancora i moduli prefabbricati del commissario Arcuri. Questa lettera parla chiaro e conferma la disponibilità di Ater a concedere, temporaneamente e a titolo gratuito, l’edificio della ex Milizia per affrontare le problematiche connesse con l’emergenza Covid. Da mesi sollecitiamo la Giunta in tal senso. Lo scorso novembre l’assessore Coletto rispose che la struttura non si poteva utilizzare perché era di proprietà dell’Ater e perché era incompleta».
Certo è che su questa vicenda andrebbe fatta chiarezza e andrebbero date delle risposte anche perchè l’ospedale di Terni sta andando verso la saturazione ed essendo rimasto un avamposto sanitario ancora senza grossi focolai interni, resta un presidio importante per tutta la regione. Purtroppo in questa battaglia contro la pandemia il virus continua a essere un passo avanti: lo si rincorre ma ancora non si riesce a mettere in atto delle azioni efficaci per prevenire i contagi.
 

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