Vaccini, arriva l'accordo
con i medici di famiglia, ecco a chi tocca

Vaccini, arriva l'accordo con i medici di famiglia, ecco a chi tocca
di Fabio Nucci
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Giovedì 27 Maggio 2021, 08:18

PERUGIA Un passo in avanti nella campagna vaccinale arriva dall’accordo raggiunto tra Regione e medici di medicina generale per la somministrazione delle dosi che tuttavia si prevede non possa iniziare prima del 10 giugno. Il nodo, infatti, restano le scorte che, ad esempio, molti medici hanno terminato nonostante abbiano ancora pazienti da immunizzare. In attesa che l’intesa sia dettagliata ufficialmente è il segretario regionale Fimmg, Leandro Pesca, a parlare di «accordo non ancora declinato», orfano ancora dell’intesa con le farmacie. E come i farmacisti, i medici sono subissati da richieste di informazioni dai loro assistiti. Questo mentre la profilassi va avanti per gli over 60 e le categorie prioritarie previste nel piano regionale, ma non si fermano le polemiche per lo slittamento dei richiami e per le lunghe code cui i cittadini sono costretti in alcuni hub.
Come chiesto dai medici, l’accordo è arrivato sollevando i professionisti dalla mole di lavoro che si sono trovati a gestire per i settantenni, in termini di prenotazioni e stoccaggio delle scorte. «L’organizzazione è migliorata – spiega il dottor Pesca – e la distribuzione dei farmaci ai medici sarà garantita dall’esercito: non dovremo essere noi ad andare a prendere le dosi. Che, sulla base dell’esperienza fin qui maturata rispetto a tempistiche e ritardi nelle consegne, riteniamo non possano essere disponibili prima del 10 giugno. Chiediamo quindi agli assistiti di pazientare». Il meccanismo prevede che, aspettando l’entrata in scena delle farmacie, sia la Regione a gestire la preadesione degli assistiti, col medico che nel frattempo avrà comunicato la sua disponibilità. «Il medico manderà la propria agenda, declinando i giorni della settimana e gli orari in cui è disponibile per la vaccinazione», spiega Pesca. Poi la Regione gestirà gli appuntamenti, con la vaccinazione che potrà avvenire in ambulatorio o negli hub comunali. «Va precisato che negli studi dei medici di medicina generale – precisa Pesca – gli assistiti troveranno gli stessi farmaci che troveranno nei centri vaccinali, non ci sarà quindi bisogno di fare la corsa a questa o quella marca di farmaco».
Intanto, i medici, come le farmacie, restano infatti in prima linea come interlocutori dei cittadini a caccia di chiarimenti e informazioni. In molti continuano a sfogarsi sulla pagina facebook della Regione, a cominciare da chi ha visto slittata la data del richiamo. “Noi familiari di un ragazzo con malattia rara, parliamo di distrofia muscolare duchenne, tutti già vaccinati con seconda dose, mancava solo lui che avrebbe dovuto farlo oggi pomeriggio (ieri, ndr) lo hanno rimandato al 15 giugno. Lui non esce da casa da un anno e mezzo, ci è rimasto proprio male, ora che stava iniziando a pensare di rivedere qualche amico”. Problemi anche nei punti vaccinali, stando al racconto di un assistito di Terni. “Avevo appuntamento per la vaccinazione alle 16 ho dovuto fare tre file e l’appuntamento della prenotazione praticamente non è servito perché ho dovuto prendere un numero che mi ha seguito nelle tre file successive. Dite che bisogna rispettare le prenotazioni ma siete voi che non le rispettate”. E c’è chi propone di smistare i vaccinandi in più siti per evitare concentrazioni e assembramenti, come i lettori continuano a segnalare anche a Ponte D’Oddi di Perugia.
I numeri della profilassi intanto dicono che nella regione martedì sono state iniettate circa 9mila dosi e ieri in mezza giornata oltre 4mila. Secondo i dati del portale governativo, martedì l’Umbria ha somministrato 932 dosi ogni 100mila abitanti, terzo dato a livello nazionale dopo Sardegna e Campania. Considerando i dati più aggiornati sulle prime dosi, per i sessantenni si è arrivati a una copertura del 67%, dell’85,9% per i settantenni ma molti medici, come “denunciato” dalla Fimmg Umbria sono rimasti a corto di dosi da somministrare. Ieri intanto, altre 29.250 Pfizer sono state prese in carico con oltre 40mila dosi di scorta.

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