Vaccini, in un giorno 10.500 dosi. A Norcia focolai di variante brasiliana

Il generale Figliuolo a Norcia con la presidente Tesei e il sindaco Alemanno
di Fabio Nucci
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Venerdì 2 Luglio 2021, 08:49

PERUGIA - Un’altra giornata record accompagna la profilassi anti-Covid in Umbria con oltre 10.500 somministrazioni effettuate mercoledì e più di cinquemila ieri in neanche metà giornata, per il 70% richiami. Parallelamente si assottigliano i numeri del contagio con appena tre nuovi casi censiti nel bollettino regionale e un’incidenza settimanale pari a sette casi ogni 100mila abitanti. Solo Norcia resta sotto la lente con 19 casi settimanali e due focolai familiari legati alla variante brasiliana.
A indicare un andamento dei nuovi casi in costante riduzione è il report sull’andamento dei contagi elaborato dal Nucleo epidemiologico regionale aggiornato al 30 giugno. Dallo studio risulta una stima di Rt soggetta a oscillazioni, vista la bassa numerosità dei casi, ma che comunque si mantiene al di sotto della soglia di guardia “uno”. Si ridimensiona anche il tasso di incidenza settimanale della regione (7 casi per 100.000 abitanti) e dei distretti sanitari, fatta eccezione per la Valnerina dove si registra un’incidenza pari a 217 trainata da Norcia dove ancora ieri risultavano 19 casi settimanali e un’incidenza pari a 400. «Tutti gli altri distretti hanno valori inferiori ai 50 casi per 100.000 abitanti», spiega il Nucleo epidemiologico, del quale fanno parte gli esperti Carla Bietta e Marco Cristofori, che sul caso Norcia precisa: «Si tratta di un cluster ben definito, circoscritto e gestito». Alle buone notizie della sorveglianza, che tramite uno screening di massa e un tracciamento capillare, è riuscita a contenere il focolaio, si aggiungono quelle in arrivo dal sequenziamento genico. «I campioni provenienti da tale cluster – ha spiegato l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto - per la parte già sequenziata rilevano la presenza di variante brasiliana e non della tanto temuta variante Delta».
Quanto agli altri indicatori epidemici, si consolida verso il basso anche la quota dei positivi sui nuovi tamponi molecolari (0,73%. «Questo a conferma dell’adeguata azione di tracciamento dei casi in tutto il territorio regionale», si spiega nel report. Un andamento coerente coi tassi di incidenza per classe d’età che confermano una sostanziale stabilità del dato, sempre inferiore a 50 casi per 100.000 abitanti. Nell’ultima settimana si avverte una lieve risalita nella fascia 3-10 anni, ma a livelli che restano vicino a 10, e un drastico calo nella fascia 19-24 ormai allineata alle altre più adulte. Sono sempre meno i pazienti Covid ricoverati: ieri si contavano 15 ordinari e uno critico. Per l’ottavo giorno, inoltre non sono stati segnalati decessi. «Dati più che confortanti», aggiunge Coletto che ammonisce: «In previsione dell’autunno sarà opportuno avviare una riorganizzazione territoriale per favorire cure domiciliari e liberare gli ospedali. La lotta al Covid non si vince solo coi vaccini, ma con le giuste cure, a partire dagli anticorpi monoclonali». Si pensa a equipe multidisciplinari e Usca potenziate con modelli integrati basati sulla telemedicina.
Tornando allo screening, si è conclusa la campagna di testing gratuita riservata alla popolazione studentesca sostenuta da Federfarma e Regione. Dal 18 gennaio, nelle 167 farmacie aderenti (nelle quali sarà sempre possibile fare test) sono stati effettuati 151.128 antigenici, con 547 positività registrate. «Una campagna particolarmente utile nella strategia globale di contrasto alla pandemia», affermano i presidenti di Federfarma Umbria, Perugia e Terni, Augusto Luciani, Silvia Pagliacci e Maurizio Bettelli.
Sul versante campagna vaccinale si registrano dati record con oltre 10.500 somministrazioni eseguite mercoledì e oltre 5mila ieri, trainate dai richiami (71%) e prime iniezioni ai trentenni (quasi 900 in mezza giornata). Con altre 50mila dosi Pfizer prese in carico, anche l’Umbria è chiamata a riassestare la sua campagna, come chiesto dal generale Figliuolo, ieri in visita in Valnerina. «Le dosi ci sono, le Regioni devono riprogrammare», ha detto l’ufficiale spiegando che a luglio non ci saranno riduzioni nelle forniture.

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