«Una telecamera acchiappa bolidi»: Perugia, il cielo osservato speciale

«Una telecamera acchiappa bolidi»: Perugia, il cielo osservato speciale
di Riccardo Gasperini
3 Minuti di Lettura
Giovedì 12 Novembre 2020, 16:27

PERUGIA - Un occhio speciale che osserva il cielo di giorno e di notte per scovare meteore brillanti. È la camera super tecnologica installata dall’Associazione astrofili Paolo Maffei nell’osservatorio astronomico di Monte Malbe. Una novità che inserisce Perugia, unica città dell’Umbria per il momento ad avere una telecamere acchiappa bolidi, nella grande rete di osservazione che si sta formando con il progetto Prisma, che tradotto significa «prima rete per la sorveglianza sistematica di meteore e atmosfera». Un percorso scientifico avviato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica, coordinato dalla sezione di Torino, che ha progettato una rete di camere all-sky chiamata proprio Prisma, per catturare il passaggio di fireball e bolidi. Il progetto è partito nell’ambito di una collaborazione internazionale con l’Institut de Mécanique Céleste de Calcul des Ephémerides di Parigi e della rete francese denominata Fripon, già operativa da tempo. È lì, per il momento, che confluiscono tutti i dati che catturano le camere italiane, compresa quella perugina entrata in funzione grazie all’impegno e allo sforzo economico dell’Associazione astrofoli Paolo Maffei che ha messo sul piatto le risorse per l’apparecchiatura e il collegamento in rete.

La super telecamere montata all’osservatorio scruta il cielo diurno e notturno, 24 ore su 24, in cerca delle meteore brillanti (nella foto una scia luminosa immortalata lo scorso venerdì, alle 16,30) e quando acchiappa quel che gli interessa mette a disposizione una sessantina di immagini e pure un piccolo video. «Il software di gestione rileva eventuali tracce brillanti osservate nel proprio campo visivo e invia l'immagine in automatico al centro di raccolta dati attualmente in Francia», spiega l’associazione. «Successivamente avviene la calibrazione e riduzione dei dati per determinare orbita ed eventuale area di caduta». Già, perché Prisma permetterà di capire dove vanno a finire quello che vediamo sfrecciare in cielo. Cioè le meteore, quello che appunto riusciamo a vedere «dell’entrata in atmosfera di un piccolo oggetto vagante chiamato meteoroide. Se, dopo la bollente fase di attrito con l’atmosfera, il meteoroide non si dissolve completamente, ciò che ricade sulla terra può essere chiamato meteorite. L’ambizione di Prisma è di determinare le orbite degli oggetti che le provocano e delimitare con un buon grado di approssimazione le aree in cui sia possibile recuperare frammenti di meteoriti eventualmente caduti a terra, per studiarne la composizione e capirne la provenienza. Come accaduto recentemente con la meteorite caduta nei pressi di Modena, una condrite silicatica, di 4,5 miliardi e mezzo di anni proveniente dalla fascia degli asteroidi». La camera all-sky di Perugia è una delle cinquanta operative sparse in tutta Italia. A queste se ne aggiungeranno almeno alre 10, fra cui una ad Amelia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA