Un lungo tappeto di siringhe sotto i ponti: la Safeguard - Sea river lake, lo rimuove

Un lungo tappeto di siringhe sotto i ponti: la Safeguard - Sea river lake, lo rimuove
di Monica Di Lecce
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Martedì 29 Novembre 2022, 00:00

C’è a chi ispirano romanticismo e c’è invece chi li usa per il “buco”. E’ la doppia faccia che restituiscono i ponti cittadini. Capita quindi che ti trovi a passare sotto ponte Carrara e a guardare con tenerezza due adolescenti che si scambiano effusioni seduti su una panchina. Panchina, però, dalla quale un occhio un po’ più attento e “allenato” scorge, lungo lo schienale, due siringhe che sporgono subdolamente senza che i due ignari fidanzatini si accorgano di nulla. Metti in guardia i due ragazzini che inorriditi e impauriti si allontanano, contenti comunque di aver scampato il pericolo di pungersi. Questo racconto, che può sembrare il frutto di una mente dalla grande fantasia, è quanto accaduto realmente a Dino Cecconi, presidente dell’associazione Safeguard - Sea river lake, durante uno dei suoi giri di perlustrazione. Sopralluoghi che effettua con una periodicità ciclica per monitorare la situazione di rifiuti e siringhe nei pressi del fiume e organizzare l’uscita per la rimozione.

«Non c’è un posto o un punto prescelto per il “buco” – racconta Cecconi – Percorrendo il tratto che va dalla zona della pineta Centurini fino a dietro lo stadio Liberati, passando quindi per i ponti Centurini, Carrara, Romano, Allende, troviamo le siringhe un po’ dovunque. Ogni volta che procediamo con la rimozione, tiriamo sù bidoni interi di siringhe». Sebbene il problema sia abbastanza generalizzato a un lungo tratto, la Safeguard - Sea river lake segnala un punto di particolare criticità.

«La situazione che fa più paura, però, è quella di ponte Carrara – spiega il presidente Dino Cecconi - non tanto e non solo per la mole di siringhe, quanto perché qui una parte del “sotto ponte” è vivibile e ci vanno le persone, gli adolescenti, c’è un belvedere, qualcuno ci va anche a pescare. L’area, per intenderci, è quella sottostante l’ex bar Hawaii. Qui, purtroppo, c’è anche molta gente che va a bucarcisi». Sarà stato un caso, forse, che proprio in questa zona, qualche giorno fa i carabinieri hanno ritrovato un borsone con eroina e contanti? «Oggi (ieri ndr) – aggiunge Cecconi – in via dell’Argine all’incrocio con via Centurini ci hanno segnalato la presenza di due siringhe. Considerando che è domenica e in zona ci sono tante famiglie con bambini che vanno al vicino luna park, non c’è da stare tranquilli». Il problema delle siringhe non è nuovo.

«Sono almeno un paio di anni che stiamo denunciando questo stato di cose – prosegue Dino Cecconi – la situazione non è cambiata ma sembra anche peggiorata perché le denunce non hanno sortito alcun effetto e le istituzioni sono rimaste insensibili». Istituzioni dalle quali la Safeguard - Sea river lake, che ha la mission di preservare l’integrità dell’ambiente soprattutto lungo i fiumi e i laghi, si attende una collaborazione anche perché lo smaltimento delle siringhe non è poi così semplice. «Fino a qualche mese fa – rivela Dino Cecconi – ci affidavamo a una persona che le portava all’Asm. Ma senza tanti passaggi, sarebbe più facile un conferimento “diretto”».

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