Turismo, ripresa a piccoli passi: l'Umbria punta sui mesi estivi

Turismo, ripresa a piccoli passi: l'Umbria punta sui mesi estivi
di Ilaria Bosi
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Se qualcosa inizia a muoversi con la ripartenza di commercio e ristorazione, per il ritorno dei turisti c’è ancora da attendere. Dal Trasimeno alla Valnerina, da Gubbio ad Assisi e Spoleto, gli operatori turistici scaldano i motori, ma restano tante incognite. Spazi aperti, piccoli borghi e turismo lento restano in cima alle preferenze di chi decide di visitare l’Umbria e i titolari delle attività ricettive contano molto sui mesi estivi. Poche, del resto, sono le strutture le riapriranno nelle prime settimane. L’entusiasmo non manca, ma la tiepida ripresa della domanda, spinge tutti alla massima cautela. L’offerta è ampia: dalle passeggiate all’aria aperta ai percorsi in mountain bike, fino agli sport acquatici. Gran parte delle strutture della regione punta alla piena operatività a partire da giugno, ma non mancano le eccezioni. «Da noi i primi ad aprire saranno i campeggi – spiega Michele Benemio, presidente del Consorzio Urat Trasimeno e di Cna Turismo Umbria – pronti già a metà maggio, mentre le altre strutture saranno pronte a fine mese, per tornare pienamente operative per il Ponte del 2 giugno. Ci sono le prime prenotazioni, soprattutto per luglio e agosto. Qualcosa si muove anche per giugno e pure gli stranieri tornano piano piano a riaffacciarsi. Certo, la situazione è in evoluzione e molti attendono l’approssimarsi della stagione per conoscere anche le limitazioni che ci saranno. Il Trasimeno può contare su un’offerta molto ampia e, visti gli spazi di cui godono gran parte delle strutture, gli operatori cercano di evidenziare che in zone come la nostra il distanziamento sociale è automatico. Ci promuoviamo, quindi, per un turismo naturalmente distanziato». Ripresa graduale anche a Gubbio, dove i primi arrivi sono attesi per il secondo week end di maggio: «Sono due o tre giorni – spiega Gloria Perini, presidente dell’associazione Gubbio Host – che arriva qualche prenotazione, inesistente fino a qualche giorno fa. La gente attende di testare un po’ la situazione, perché non si capisce ancora cosa si può fare e cosa no. Quest’anno c’è più incertezza rispetto al primo lockdown: allora ci sono stati studi e indicazioni che hanno aiutato a orientarci, ora ci sono più incognite. Gubbio lo scorso anno ha sofferto meno di altri, perché da noi vengono soprattutto italiani e la stagione 2020 è rimasta quasi invariata. Speriamo sia rivista questa cosa del coprifuoco, che penalizza sia la ristorazione che gli alberghi». A Spoleto, fatta qualche eccezione, gli hotel non riapriranno prima di giugno: «Stiamo tutti alla finestra – dice Carlo Dello Storto, presidente di ConSpoleto – perché le richieste sono ancora poche e le incertezze tante. A fine maggio, tuttavia, con l’arrivo della troupe di don Matteo molti alberghi potranno riprendere. La presenza della fiction e del Festival dei 2 Mondi ci dà grande respiro. Per il resto si punta sugli itinerari in bicicletta, alla scoperta della natura e del bello. Attendiamo con fiducia la fine delle scuole per gli arrivi individuali. Certo, l’auspicio è che si allenti quanto prima questa cosa del coprifuoco, che è davvero dannosa». Chi soffrirà di più – osserva il presidente regionale di Federalberghi Simone Fittuccia – sono i centri che contavano sul turismo di massa, come ad esempio Assisi. La vera ripartenza dell’Umbria sarebbe stata con gli stranieri, ma in questo periodo non ci sono. Il Ponte del Primo maggio potrà rappresentare un piccolo segnale, anche se non tutte le strutture riapriranno. Quel che è molto positivo è l’entusiasmo che accomuna gli imprenditori: c’è tanta voglia di ripartire, ma occorrerà attendere giugno e luglio per tornare a sorridere. Assisi? Sarà una delle città che soffrirà di più, visto che abitualmente conta molto anche sugli stranieri alto spendenti, che rappresentavano il 50 per cento delle presenze. Il coprifuoco è penalizzante, c’è da sperare che durante l’estate, quando torneranno a muoversi più persone, la situazione venga allentata». E i Valnerina? «C’è tanta voglia di accogliere come sappiamo fare noi – dice Alberto Allegrini, presidente di Confcommercio – ma se l’Italia è in ginocchio per il Covid-19, noi dobbiamo aggiungere quasi cinque anni di terremoto. Siamo stremati, non c’è una visione o una prospettiva. Puntiamo sul mordi e fuggi e sul turismo estivo di Castelluccio, ma si tratta di sopravvivenza, non di ripresa».

ilaria.bosi@ilmessaggero.it

Sabato 24 Aprile 2021, 16:53
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