Col coltello davanti casa dell'ex moglie, in manette

Col coltello davanti casa dell'ex moglie, in manette
di Ilaria Bosi
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Giovedì 26 Maggio 2022, 10:51

SPOLETO Dopo mesi di minacce e insulti si è presentato davanti casa dell’ex moglie con un coltello, facendo chiaramente capire quali fossero le sue intenzioni. Un episodio gravissimo, che ha fatto scattare il cosiddetto codice rosso che, grazie al tempestivo coordinamento tra carabinieri e procura, ha portato in carcere un 45enne spoletino. L’uomo, secondo quanto si apprende, dovrà ora rispondere di maltrattamenti, atti persecutori e minacce. Quello del coltello, infatti, è stato solo l’ultimo di una serie di episodi molesti che la vittima aveva forse fino a quel momento sottovalutato, se è vero che non risulterebbero denunce precedenti. Eppure quelle condotte odiose – si è appreso soltanto di recente - andavano avanti da almeno 8 mesi, da quando insomma era iniziata la separazione tra i coniugi. La donna, forse per paura, aveva sopportato quei continui messaggi, anche vocali, in cui l’ex marito la insultava e la minacciava, neanche tanto velatamente. Una situazione che ha spinto la donna a cambiare le proprie abitudini, ad evitare di frequentare alcuni luoghi che l’ex conosceva, stravolgendo così la sua vita. Violenze psicologiche pesanti, che forse la vittima sperava sarebbero cessate col passare del tempo, senza rendersi evidentemente conto di essere al centro di una situazione di reale pericolo. A farla ricredere, però, è stato l’episodio finale, cui la donna non avrebbe assistito personalmente. Sono stati alcuni vicini a metterla in allerta, raccontandole di aver visto il suo ex marito davanti alla sua abitazione, che esibiva un coltello. A quel punto la donna si è decisa a raccontare tutto ai carabinieri, mostrando anche i messaggi e tutte quelle condotte con cui per mesi è stata sottoposta a vessazioni e violenze psicologiche pesanti. I militari, al comando del capitano Teresa Messore, si sono immediatamente coordinati con la procura della Repubblica, che ha attivato il cosiddetto codice rosso. Un coordinamento che ha funzionato, se è vero che nel giro di cinque giorni è stata firmata l’ordinanza di custodia cautelare che ha spedito l’uomo violento in carcere. Sono stati gli stessi carabinieri a presentarsi a casa dell’uomo e a notificargli il provvedimento, prima di accompagnarlo nella casa di reclusione di Maiano, dove è attualmente recluso. Quello delle violenze in famiglia e delle condotte che consentono di attivare in tempi rapidi il codice rosso è un fenomeno purtroppo molto presente anche nel circondario di Spoleto e su cui c’è una grande attenzione. Si tratta infatti di reati subdoli e molto insidiosi che, anche in virtù delle nuove normative, hanno una via preferenziale rispetto ad altre condotte e vengono trattati nel giro di pochissimo tempo. Questo per tutelare al massimo le vittime e spingerle in modo sempre più deciso a non subire violenze, atti persecutori o minacce, ma ad affidarsi a chi può garantire loro un livello di sicurezza e quindi di serenità maggiore.

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