Marsciano, scoperte tonnellate
di pericolosissimo eternit sotterrate e mai smaltite

Lunedì 4 Febbraio 2019
PERUGIA - Prima il sequestro e le denunce, poi la stangata per quella discarica illegale a cielo aperto.

I carabinieri forestali di Marsciano, coordinata dalla procura di Spoleto, avevano posto sotto sequestro un’area di circa mille metri quadrati in zona Santa Liberata di Collazzone. I militari avevano notato parte dei rifiuti ricoperti da vegetazione: era scattata la denuncia per i legali rappresentati della società agricola proprietaria del terreno per le ipotesi di reato di getto pericoloso di cose e abbandono di rifiuti pericolosi ponendo l’area sotto sequestro.
La procura di Spoleto, oltre a convalidare la misura cautelare, aveva subito disposto la bonifica del sito inquinato a carico dei responsabili.

Una volta avviata, è emerso che i rifiuti trovati in superficie erano solo la punta dell’iceberg. Infatti, ad una profondità compresa da uno a tre metri, erano state letteralmente tombate oltre 70 tonnellate di resti di eternit completamente sfaldati e altamente pericolosi: le fibre di amianto, di cui l’eternit è composto, qualora disperse possono causare seri rischi per la salute pubblica.

Dalle indagini è emerso che i rifiuti erano resti di vecchi forni di essiccamento del tabacco, la cui componente interna è costituita da amianto. A seguito del rinnovo della struttura, le parti vecchie erano state smantellate e, anziché smaltirle correttamente, i titolari della società avevano dato ordine di tombarle nel terreno circostante. I responsabili del seppellimento dei rifiuti pericolosi hanno dovuto effettuare, tramite una ditta specializzata, la bonifica di tutta l’area, accollandosi totalmente l’onere economico che nel caso di specie è stato di circa 100mila euro. La discarica abusiva rinvenuta a Collazzone è una delle più grandi portate alla luce in Umbria dai carabinieri forestali. Ultimo aggiornamento: 12:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA