Poggiodomo, le dimissioni di 7 consiglieri anticipano quelle del sindaco: commissariato il più piccolo Comune dell'Umbria

Poggiodomo, le dimissioni di 7 consiglieri anticipano quelle del sindaco: commissariato il più piccolo Comune dell'Umbria
di Ilaria Bosi
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Venerdì 8 Ottobre 2021, 11:52 - Ultimo aggiornamento: 12:23

POGGIODOMO - Commissariato il più piccolo Comune dell’Umbria, a guidare Poggiodomo fino a nuove elezioni sarà il vice prefetto Maria Speranza Sciurpi. La nomina è arrivata giovedì, al termine di una settimana al dir poco burrascosa per il piccolo centro della Valnerina, dove le dimissioni dell’ormai ex primo cittadino, Emilio Angelosanti, sono state l’atto finale – peraltro a quanto pare inefficace - di un processo di sfiducia in realtà formalizzato prima da ben sette consiglieri comunali su dieci (tra loro anche l’ex vice sindaco e un ex assessore) davanti a un notaio di Roma. Un passaggio fondamentale, quello delle dimissioni in blocco dei consiglieri, che hanno di fatto aperto la strada al commissariamento. E se lunedì scorso, contattato dal Messaggero, l’allora sindaco Angelosanti ha tergiversato sulle dimissioni dei consiglieri, accennando invece alla sua rinuncia al mandato, con tanto di motivazioni protocollate pubblicate dallo stesso ex primo cittadino sui social, ora che la vicenda è di dominio pubblico, iniziano a delinearsi con precisione anche i suoi contorni.

LE DATE

Angelosanti, che ha più volte evidenziato di aver annunciato le sue dimissioni nel consiglio comunale del 26 settembre, ha tuttavia formalizzato il tutto il 30 settembre, con numero di protocollo 2942. Un dettaglio, quest’ultimo, che potrebbe sembrare ininfluente, ma che è invece centrale per fissare l’ordine cronologico delle cose. Sempre il 30 settembre, ma prima delle dimissioni del sindaco, sono state infatti formalizzate (numero protocollo 2937) le dimissioni presentate il giorno prima (29 settembre) davanti al notaio Luca Troili di Roma da ben sette consiglieri comunali: Filippo Marini, Giampaolo Peroni, Francesca Benedetti, Mattia Pompa, Silvia Bartocci, Marina Amori e Alberto Piergentili. Prima ancora di questa formalizzazione, peraltro, già il 20 settembre l’ex vice sindaco Marini e l’allora assessore Peroni avevano lasciato il loro incarico in giunta. Insomma, le dimissioni protocollate dall’ex sindaco sono arrivate quando il consiglio comunale era già pronto per essere sciolto e Angelosanti non aveva più una maggioranza.

I MOTIVI

Nella sua lettera di dimissioni, l’ex primo cittadino ha motivato la decisione puntando l’indice contro la minoranza, rea a suo dire di aver presentato troppi atti ispettivi (circa 125 in due anni e mezzo, tra mozioni, interpellanze e interrogazioni): una situazione, sempre secondo la giustificazione di Angelosanti, che oltre a paralizzare l’ordinaria attività degli uffici, non avrebbe consentito ai tecnici di lavorare con la necessaria serenità. Parole che vengono bollate come «imbarazzanti» da parte di coloro che hanno sfiduciato Angelosanti, spiegando – come si legge nella nota della ex consigliera Amori - che «era opportuno dare un forte segno di dissenso e totale assenza di condivisione rispetto all’operato ambiguo e poco trasparente del Sindaco, per nulla aderente al suo mandato istituzionale e molto lontano dalle reali esigenze della comunità». Intanto il prefetto di Perugia Armando Gradone ha già nominato la dottoressa Maria Speranza Sciurpi,

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