Umbria, pescatori sul piede di guerra per il caso trote

Umbria, pescatori sul piede di guerra per il caso trote
di Walter Rondoni
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Lunedì 31 Maggio 2021, 13:30

PERUGIA -  Il costituendo Coordinamento delle associazioni di pesca sportiva umbre contro il blocco dei ripopolamenti di trote imposto dalla Regione dopo che nell'aprile 2020 un decreto del Ministero dell'ambiente, oggi della Transizione ecologica, ne ha rivoluzionato la gestione. «Il comparto salmoniccio è risultato il più compromesso, considerando l'apertura della pesca alla trota alla fine di febbraio e il programma delle competizioni agonistiche nazionali concentrato nel primo semestre dell'anno», contestano Fipsas, Arci Pesca Fisa, Libera Pesca, Enal Pesca, Cpa, dando voce al malumore ed alla rabbia di oltre 16mila amatori umbri. Il decreto dispone che siano le Regioni, attraverso un dettagliato studio del rischio, a richiedere al ministero l'immissione di specie non autoctone. «In Umbria la regione ha preferito “semplicemente” vietare del tutto i ripopolamenti», protestano. «In particolare, proprio il repentino e del tutto ingiustificato cambio di condotta della Sezione Tutela Patrimonio Ittico e Pesca Sportiva regionale risulta inspiegabile se si tiene conto che la stessa Regione, solo pochi mesi prima, aveva normalmente autorizzato la semina di trote a partire dalla giornata di apertura, mentre ora, alla legittima richiesta delle associazioni, ne vieta l'immissione», aggiungono. Durante una recente riunione alla presenza dell'assessore competente «era stato proposto di immettere trote mediterranee certificate genericamente, ottenendo come risposta un inesistente obbligo normativo secondo cui in un fiume andrebbe immessa soltanto la varietà di quel bacino». Alla successiva richiesta di chiarimento «non è stata data alcuna risposta, salvo ottenere una nota, dopo alcuni giorni, nella quale si accettava la richiesta di immettere trote mediterranee, previa certificazione che ne attestasse la purezza genetica al 98%». Al che le associazioni eccepiscono: «Esiste un allevamento oggi in Italia in grado di produrre un materiale ittico di tali caratteristiche? In quale testo di letteratura scientifica pubblicato è possibile avere un riscontro di tale assunto?». Intanto, l'Umbria «ha perso manifestazioni nazionali di pesca alla trota, in primis la finale del Campionato italiano di pesca alla trota in torrente, che avrebbero garantito la presenza di migliaia di pescatori sul territorio, in questi mesi di fondamentale ripartenza economica». Nel medio periodo «il risultato sarà quello di vedere spopolati i nostri fiumi e torrenti e la pesca alla trota sarà soltanto un ricordo», avvertono Fipsas, Arci Pesca Fisa, Libera Pesca, Enal Pesca, Cpa. «In assenza di una rapida soluzione - mettono in guardia - i danni potranno rivelarsi irreversibili per le attività sportive e ricreative connesse alla pesca, per gli esercenti e per i numerosi posti di lavoro connessi al settore in un quadro economico regressivo, già pesantemente gravato dalla crisi pandemica».

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