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Umbria, il presidente del Consiglio dell'Ordine:
«Ecco perchè i giornalisti contano sempre meno
Un anno di crisi, resilienza, rilancio»

Umbria, il presidente del Consiglio dell'Ordine: «Ecco perchè i giornalisti contano sempre meno Un anno di crisi, resilienza, rilancio»
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Sabato 28 Dicembre 2019, 01:30 - Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio, 08:40

Un anno di crisi, di resilienza e di rilancio. L'informazione umbra continua ad essere in sofferenza, anche se alcune strade per affrontare la crisi sono state aperte: la battaglia per inserire figure professionali negli uffici stampa di istituzioni, enti, associazioni; l'incontro con i lettori, ma anche con le istituzioni, le associazioni di categoria, gli ordini professionali, le scuole, gli stessi colleghi per un confronto diretto, per conoscere più da vicino i problema ma anche per ricordare quale sia il ruolo dell'informazione in un mondo dove è sempre più difficile riconoscere le notizie, dalla pubblicità, dalle opinioni e, soprattutto, dalle fake news.
Il presidente del Consiglio dell'Ordine dei giornalisti umbro, Roberto Conticelli, in una lettera aperta, ha raccontato il bilancio di un altro anno di attività ma ha anche sottolineato il ruolo della stampa e le difficoltà di chi lavora nel settore. 
«Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria ha affrontato il 2019 con la consapevolezza di dover gestire un’ardua fase di recessione complessiva del mondo dell’informazione nazionale e locale - ha detto Conticelli -  e ha scelto di farlo a viso aperto con una serie di iniziative in grado di monitorare il nuovo, problematico rapporto esistente tra chi fa informazione e chi fruisce del lavoro degli operatori della comunicazione. Ne è scaturito un format, "Giornalisti Tra La Gente", che ha condotto e conduce i consiglieri in tutte le maggiori località della regione per una serie di confronti diretti, senza infingimenti nè tatticismi, tra i giornalisti e la gente comune. In attesa di un Libro Bianco che raccolga i dati di questa innovativa esperienza presa ad esempio perfino dagli organismi nazionali della categoria, una prima possibile valutazione sembra fotografare il preoccupante crescente disamore intercorrente tra i cronisti e i loro fruitori».
«Contiamo sempre meno perché molti, il mondo politico in primis, continuano a dipingerci in modo errato e strumentale. Contiamo sempre meno perché la disintermediazione generata dall’incontrollabile mondo dei social attira ingiustificati strali nei confronti di chi informa in maniera seria e corretta. Contiamo sempre meno perché alcune pubbliche amministrazioni ritengono di poter informare i cittadini non già attraverso gli strumenti classici del giornalismo e delle sue figure professionali, ma con l’utilizzo impersonale e spesso dissennato del web. Contiamo sempre meno perché anche noi, purtroppo, sovente ci avvitiamo in sterili battaglie autoreferenziali e inutili polemiche interne. Contiamo sempre meno perché gli editori, a fronte di una simile realtà, ritengono di poter gestire testate e canali informativi senza l’impiego di giornalisti o con cronisti contrattualizzati in  maniera precaria  e ampiamente sottopagati».

Equo compenso Da qui la necessità di «un confronto diretto. Intendiamo continuare ad andare tra la gente a raccontare che il giornalismo permette agli umbri di essere informati da ogni più piccola località del territorio e che spesso chi fornisce professionalmente notizie è pagato due euro ad articolo o poco più. Lavoriamo, di concerto con l’Associazione Stampa Umbra, per la creazione di un Equo Compenso che consenta di eliminare questa infamia, garantendo al singolo giornalista un tariffario minimo ma inderogabile alla stregua di altri professionisti che operano nella regione».

La formazione. Tra i risultati conseguiti, il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria «è stato in grado di non gravare ulteriormente sulle tasche dei propri iscritti, garantendo una nutrita serie di appuntamenti formativi di altissimo livello a costo zero. Inoltre abbiamo ritenuto di non aumentare la quota di iscrizione annuale, tenendo a mente non già gli interessi del giornalista contrattualizzato e regolarmente retribuito ma quelli dell’operatore dell’informazione meno tutelato».

«Personalmente, con un recente intervento in occasione della seduta congiunta dei Presidenti dei Consigli regionali e del Consiglio Nazionale dell’Ordine che si è tenuta a Roma - ha spiegato Conticelli -  ho fatto presente l’iniquità di un provvedimento, pure adottato, che consente ai pensionati over 67 di ridurre della metà l’importo della propria quota annuale. In quella occasione ho ribadito la necessità di provvedimenti di sgravio e di incentivo a favore dei giovani giornalisti e dei precari in genere, e non già di ulteriori tutele nei riguardi di chi ha certezza di garanzie ed emolumenti predefiniti».

Deontologia. «Abbiamo lavorato in stretto raccordo con il Consiglio di Disciplina che, nei suoi vari organismi, ha bene operato per il mantenimento dell’elevato livello deontologico dei giornalisti umbri. Con i colleghi impegnati in quelle strutture andremo presto a confrontarci per garantire alla platea degli iscritti un controllo che sia sempre più limpido, trasparente e funzionale, a tutela della stragrande maggioranza dei giornalisti corretti ma soprattutto dei fruitori finali del lavoro informativo».

La legge sull'Editoria. Conticelli ha anche sottolineato il fatto è stato ottenuto «il risultato di una Legge regionale per l’Editoria che attende solo di superare alcuni freni burocratici per divenire effettiva, nel quadro di un provvedimento che considera il territorio umbro nella sua omogeneità e offre e garantisce tutele e incentivi economici alle testate regolarmente operanti in Umbria».

La professionalità dentro le Istituzioni. «Abbiamo incontrato sindaci, presidenti di Consigli Comunali e amministratori: in molti casi abbiamo ottenuto l’inserimento di figure professionali giornalistiche nei loro consessi e in altre ci stiamo battendo ancora perché ciò possa concretizzarsi a breve».

Riduzione dei costi. «Chiudiamo un 2019 con conti economici del tutto positivi, avendo ottenuto peraltro consistenti riduzioni di spesa all’interno della macchina  gestionale dell’Ordine anche sulla scorta di sacrifici personali che ciascuno dei consiglieri ha scelto di affrontare in prima persona nella consapevolezza  della perdurante crisi economica generale».

Il ruolo dell'informazione. I giornalisti umbri rivestono un ruolo  fondamentale nella società civile della regione ed è ai politici, agli amministratori territoriali e alle componenti più qualificate della società medesima che spetta il formale impegno di favorire in tutti i modi e con ogni mezzo lo sviluppo del rapporto democratico tra informazione e comunità locale, rapporto che, lo ricordiamo, è garantito dalla Carta Costituzionale. Alla classe politica umbra chiediamo scelte e certezze, pretendendo considerazione e rispetto».
 

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