Ex Novelli, tredicesime ancora al palo: «Lavoratori stremati»

Martedì 19 Gennaio 2021 di Ilaria Bosi
Ex Novelli, tredicesime ancora al palo: «Lavoratori stremati»

SPOLETO - Chiedono chiarezza e trasparenza sul bando di vendita, ma anche risposte immediate sul pagamento della tredicesima, non ancora corrisposta, e del tfr agli stagionali. Sono tornati a manifestare lunedì, davanti ai siti di Spoleto e Casalta, i circa 150 lavoratori di Fattorie Novelli, impegnati nel settore uova. Bocciata nei giorni scorsi la proposta di concordato in bianco per la società agricola, i sindacati chiedono la convocazione di un tavolo, rigorosamente in presenza, per avviare un confronto anche con le curatele dei fallimenti Gruppo Novelli (Terni) e Alimentitaliani (Castrovillari) e con l’amministratore di Fattorie. La prima risposta, considerata insufficiente, è arrivata nel pomeriggio, con la convocazione per il 25 gennaio di un incontro da parte di Alimentitaliani, ma in modalità a distanza. «Dobbiamo vederci a quattr’occhi – ha più volte evidenziato Loreto Fioretti di Fai Cisl – perché dopo nove anni di braccio di ferro siamo a un momento cruciale, nel quale è importante parlarci in faccia, pur nel rispetto delle norme di contenimento del Covid». A preoccupare Fai, Flai e Uila ci sono anche alcune imminenti scadenze. Dopo che il giudice delegato di Terni, Luciana Nicolì, ha detto dichiarato inammissibile la proposta di concordato in bianco, Fattorie è tornata in bonis: «Vi è quindi la preoccupazione che potrebbe riprendere l’asta giudiziaria sui capannoni di Casalta e stavolta è anche probabile che vada a buon fine. Occorre capire se la curatela è in grado di dare risposte con un bando di vendita imminente della filiera uova, per scongiurare altre situazioni sconvenienti». Si invocano continuità aziendale e mantenimento dei livelli occupazionali e, soprattutto, dell’unitarietà della filiera. «Ci vogliono imprenditori seri, con il pedigree – è stato ribadito – che vogliano veramente investire sulla filiera e non prendere soltanto il marchio». Di momento cruciale per il futuro di Fattorie hanno parlato sia Loreto Fioretti (Fai Cisl), che Gianluca Menichini (Flai Cgil) e Mirko Ghiandoni (Uila Uil). Quest’ultimo non ha esitato a parlare di situazione «ormai degenerata, in cui non si intravedono sbocchi. Serve un bando di vendita chiaro, invece assistiamo a continui rimandi e riceviamo notizie sulla non applicabilità dei progetti di vendita dei beni». L’unico modo per dare tranquillità ai lavoratori e all’azienda, quindi, è il bando di vendita, in cui i rappresentanti dei lavoratori vorrebbero essere coinvolti per recitare una parte «da protagonisti». Gianluca Menichini, partendo dal picchetto di un mese e mezzo fa, ha ricordato: «La situazione non solo non si è chiarita, ma da allora ad oggi è addirittura peggiorata. Non abbiamo segnali su tredicesima e Tfr e non si può continuare a chiedere pazienza ai lavoratori, che hanno già dato e tanto». Qualche scintilla si è registrata a fine picchetto, davanti allo stabilimento di Spoleto. Tra i sindacalisti, però, c’è chi minimizza: «Nessuno scontro, solo qualche differenza di vedute in un momento che è difficile e delicato per tutti».

LA NOTA INTEGRALE DI FAI CISL, FLAI CGIL E UIL UILA

Fattorie Novelli: lavoratori di nuovo davanti ai cancelli I sindacati chiedono il pagamento delle spettanze arretrate e massima attenzione sul mantenimento dell’unitarietà del gruppo Lavoratrici e lavoratori di nuovo in presidio davanti ai cancelli delle Fattorie Novelli a Spoleto e a Casalta (Amelia) insieme ai sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil dell’Umbria per chiedere lo sblocco dello stallo in cui da troppo tempo è finita la vertenza che interessa 150 addetti dell’azienda che produce uova per il marchio Ovito. Come noto, l’11 gennaio il tribunale di Terni ha respinto la richiesta di concordato in bianco avanzata dall’amministratore di Fattorie Novelli, dunque, l’azienda è tornata in bonis. Ad esempio vi è la preoccupazione che potrebbe riprendere l’asta giudiziale sui capannoni di Casalta e questa volta, è probabile che vada a buon fine. Occorre capire se la Curatela è in grado di dare risposte con un bando di vendita imminente della filiera uova, per scongiurare altre situazioni che dovesse portare alla non continuità e alla non tenuta occupazionale tutta. E a proposito di lavoratori, restano non pagate la 13° mensilità dei dipendenti, il TFR dei tempi determinati e mancano risposte sulla cassa covid19, che rappresentano la maggioranza degli addetti: su questo Flai, Fai e Uila chiedono con forza un intervento celere da parte dell’amministrazione. Infine, i sindacati sottolineano anche l’assoluta necessità di un piano di riparto per i creditori privilegiati (lavoratori del gruppo) e chiedono alle due procedure concorsuali di Alimentitaliani ed ex Gruppo Novelli che si adoperino per questo: ci sono decine di lavoratrici e lavoratori che aspettano da anni di rivedere i propri soldi, stipendi e altre spettanze mai pagate per importi molto rilevanti. “Glielo dobbiamo perché sono soldi loro e ancora di più per i sacrifici fatti in questi anni per tenere viva una realtà produttiva dell’importanza dell’ex gruppo Novelli - concludono Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil - Certamente noi proseguiremo insieme a loro questa battaglia. Per avere risposte chiare in materia di bandi di vendita, tredicesime, tfr, cassa integrazione e sulle questioni sopracitate sollecitiamo un tavolo di confronto con le due curatele di Alimentitaliani e Ex gruppo Novelli e l'amministrazione delle Fattorie, che deve necessariamente essere in presenza. Riteniamo che, in questa fase, sia centrale agire con celerità e che l’incontro si debba fare in settimana e non il 25 di Gennaio 2021, non possiamo lasciare in stallo questioni di questa importanza. Le problematiche da affrontare, poi, sono troppo complesse per liquidare il confronto ad un tavolo telematico, soprattutto dato che abbiamo a disposizione spazi adeguati ad incontrarci nel pieno rispetto di tutte le norme preventive anti-contagio. L’assemblea ha, dunque, convenuto che entro e non oltre le ore 12.00 di domani (19/01/21) dovrà pervenire una nuova convocazione per un incontro imprescindibilmente in presenza. In caso contrario si intende intraprendere iniziative più incisive che riguarderanno tutto il gruppo Alimentitaliani e Fattorie.

 

 

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