Spoleto, delibera Asl scalda la politica in vista del pronunciamento del Tar

da sinistra, Paola Vittoria Santirosi, Umberto De Augustinis e Massimo de Fino
di Ilaria Bosi
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SPOLETO - Politica e carte bollate: in attesa del pronunciamento del Tar sul ricorso contro la riconfigurazione dell’ospedale di Spoleto in struttura covid, tornano ad accendersi i riflettori sull’altra iniziativa giudiziaria promossa da Umberto De Augustinis, che ha impugnato gli atti che hanno portato al commissariamento. Un ricorso che l’ex sindaco aveva presentato al Capo dello Stato ma che, su richiesta dei controinteressati costituiti in giudizio (tre medici), è stato trasferito al Tar, dove il 25 maggio si discuterà la sospensiva. La premessa sembrerà superflua, ma quando le questioni politiche diventano materia da esaminare nelle sedi giudiziarie è chiaro che il contesto in cui maturano è particolarmente avvelenato. Ed è in un clima decisamente poco disteso che si è arrivati alla sfiducia e ai relativi ricorsi, anche solo idealmente collegati all’inevitabile intreccio tra politica e sanità. Nonostante, infatti, le tensioni in maggioranza fossero evidenti da mesi, ad acuire lo scontro interno - sancendo la frattura insanabile - è stata proprio la riconfigurazione dell’ospedale in struttura covid, osteggiata duramente dall’allora sindaco, promotore del contenzioso contro Regione e Asl, «che sovrintendono in materia di sanità». De Augustinis ha poi impugnato - oltre al provvedimento con cui il Prefetto ha nominato il commissario Tombesi - la delibera con cui è stata ratificata la sfiducia, sostenendo anche che i quattro consiglieri dipendenti sanitari si sarebbero dovuti astenere dalla votazione della mozione, ipotizzando un presunto conflitto di interessi (senza mancare di evidenziare espressamente che i tre medici consiglieri sono a loro volta sposati con dei colleghi). Ora a scaldare la vigilia del secondo ricorso c’è involontariamente la delibera 698 del 13 maggio, con cui il direttore generale della Asl 2 Massimo De Fino ha conferito l’incarico temporaneo di direzione della struttura complessa aziendale di Nefrologia e Dialisi alla dottoressa Paola Vittoria Santirosi. Quest’ultima, del resto, oltre a essere una professionista di indubbie qualità, impegnata con grande abnegazione pure nei mesi caldi dell’emergenza, è anche uno dei tre consiglieri medici (eletta con la lista civica del sindaco, poi passata con FdI) chiamati in causa da De Augustinis per il presunto (anche astratto) conflitto di interessi. E se la promozione è nient’altro che il risultato di un avviso interno cui la Santirosi ha legittimamente partecipato insieme a un collega di Foligno, superando quest’ultimo per curriculum (come verbalizzato dal direttore del dipartimento area medica, dottor Massimo Bracaccia, che ha comparato i cv), la delibera non è sfuggita all’attenzione della politica locale.

Domenica 16 Maggio 2021, 15:23
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