Troppi rincari, a rischio la ripresa e la spesa di Natale. I rialzi di carburanti ed energia spingono le famiglie a tagliare i consumi

Troppi rincari, a rischio la ripresa e la spesa di Natale. I rialzi di carburanti ed energia spingono le famiglie a tagliare i consumi
di Fabio Nucci
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Martedì 16 Novembre 2021, 09:46 - Ultimo aggiornamento: 23:11

PERUGIA L’improvvisa risalita dei prezzi rischia di condizionare anche lo shopping natalizio, con risparmi medi di almeno 200 euro a famiglia. Dal pane al riso, dalla frutta agli ortaggi, dal cinema ai carburanti, già a settembre gli umbri hanno fatto i conti con una serie di rincari anche superiori al 20%, considerando i prezzi del 2020. «Condividiamo i timori espressi da Confcommercio – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – specie con riferimento alle conseguenze a cascata su tutti i comprati derivanti dagli aumenti di carburanti e bollette».
Il rischio è di affrontare un Natale “in bianco”, non tanto per la neve quanto per una minore propensione al consumo derivante dalla risalita dei prezzi da una parte, dallo spettro della nuova ondata epidemica dall’altra. Anche Bankitalia, nell’aggiornamento congiunturale dell’economia regionale, ha rilevato la maggior fragilità nel trend regionale dei consumi delle famiglie. «Secondo le stime di Confcommercio – spiegano i ricercatori Bankitalia - dovrebbero recuperare solo parte del forte calo dell’anno precedente; la crescita prevista è inferiore a quella nazionale (3,4 contro 3,8 per cento)». Si rileva quindi una maggiore prudenza tra i consumatori che preferiscono rinviare gli acquisti, alimentando il cosiddetto “risparmio precauzionale”. «I rincari, considerando che c’erano stati già nel 2020 – aggiunge Falcinelli – contribuiscono a determinare tale clima di maggiore prudenza, legata anche alle incertezze per l’evoluzione della situazione epidemica. Un fenomeno che potrebbe ridurre i consumi in vista del Natale, mortificando la ripresa. Per questo anche come Codacons Umbria ci sentiamo di condividere l’allarme lanciato da Confcommercio sulla possibilità che le famiglie taglino la propria spesa di almeno 200 euro».
Già a settembre, considerando i prezzi medi rilevati da Osservaprezzi a Perugia e a Terni, una serie di rincari hanno riguardato sia il comparto alimentare che i servizi. A partire dal pesce, con rincari sopra l’8% per cozze e salmone fresco, arrivando poi alla frutta e alla verdura. Listini più pesanti per limoni (+12%), ananas (+9,5%), insalata iceberg (+8%), cetrioli (+14,5%), peperoni (+15,3%) e soprattutto pomodori, più cari di almeno il 25% rispetto a settembre 2020. «Ad ottobre abbiamo rilevato rincari consistenti anche su pane e latte», aggiunge Falcinelli. Tra i servizi, sono stati rilevati prezzi più elevati per piccole riparazioni di pantaloni (11,50 euro al pezzo, +10%), analisi del sangue (8,70 euro, +10%), cinema (6,60 euro, +21,9%), pasto in pizzeria (10,60 euro, +6,5%). Note più dolenti dal comparto carburanti, con il gasolio per auto che in un anno ha subito il 20,8% di aumento nella modalità “servito”, del 18,8% in quella “fai-da-te”; impennata anche per la benzina verde aumentata, rispettivamente, del 18,2 e del 16,3%. Quanto al gas gpl, da gennaio (data di inizio della rilevazione) a settembre si rileva già un aumento del 14,5%, del 3,3% per il gas metano per autotrazione che ha poi subito la vera impennata ad ottobre. «La conseguenza è che le famiglie tagliano anche sul carrello della spesa – avverte Carla Falcinelli – e questo rischia di frenare anche la ripartenza economica che se non sostenuta dai consumi delle famiglie rischia di essere più fragile». Una ripresa a metà.

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