Medicinali per gli anziani, record di spesa in Umbria

Medicinali per gli anziani, record di spesa in Umbria
di Ilaria Bosi
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Giovedì 14 Ottobre 2021, 15:30 - Ultimo aggiornamento: 15:36

PERUGIA - Uso di farmaci nella popolazione anziana, l’Umbria è la regione che spende di più: 1.109 euro pro capite a fronte di una media nazionale di 790 euro. È quanto emerge dal rapporto «L’uso dei farmaci nella popolazione anziana in Italia», presentato ieri dall’Aifa. E se l’agenzia italiana del farmaco evidenzia, in generale, che «non sempre l’utilizzo è supportato da reale esigenza terapeutica», il dato fotografa una regione che, oltre a registrare un crescente innalzamento dell’età media, sembra dover fare i conti anche con un contesto socio economico che negli ultimi anni è peggiorato.

I DATI

Nel focus dell’Aifa si evidenzia innanzitutto come nelle Rsa italiane si faccia «ampio» uso di farmaci e tra le sostanze di più comune utilizzo, oltre ai medicinali cardiovascolari (36,5 per cento dei consumi) figurano gli psicotropi, benzodiazepine, antidepressivi e antipsicotici. Colpa del Covid? Non solo. L’analisi effettuata dall’Agenzia del farmaco prende come riferimento un periodo più ampio, che ad esempio per quanto riguarda l’utilizzo di farmaci nelle strutture residenziali, va indietro di almeno tre anni.

I GRANDI ANZIANI

Con oltre trecento centenari, l’Umbria è la terra degli over 100, ma attenzione: non sempre sono loro ad alzare l’asticella della spesa sanitaria pubblica. Sarà per la tempra fortissima dei super nonni, in realtà il consumo dei farmaci aumenta fino agli 84 anni, per poi diminuire nelle classi di età successive. Per chi supera i 90 e i 100 anni, infatti, gli esperti chiamano in causa il cosiddetto «Healthy survivor effect», ad indicare proprio che solo i più sani e con meno malattie (quindi con un uso di farmaci più basso), sopravvivono fino all'età più avanzata. C’è però anche un altro aspetto da considerare: l’attitudine alla prescrizione meno aggressiva nei centenari, «in cui il trattamento con farmaci ad azione preventiva, per i quali sono necessari lunghi periodi di tempo per il raggiungimento dell'effetto desiderato, può non apportare un reale vantaggio al paziente», vista la ridotta aspettativa di vita.  A questo proposito nel report si esprime «perplessità» per i dati di prescrizione di alcune classi di alcune classi di questi farmaci ad azione preventiva, come ad esempio «di ipolipemizzanti o i farmaci per il trattamento dell’osteoporosi». Nonostante, quindi, il numero dei medicinali utilizzati nei più anziani risulti comunque inferiore rispetto alle classi di età più basse, gli esperti sottolineano come vi sia «un significativo utilizzo di farmaci non supportato da una reale esigenza terapeutica».

L’ESPERTO

A dare una lettura socio-economica del dato umbro è il dottor Alberto Trippetti, medico di medicina generale e coordinatore dell’aggregazione funzionale territoriale a Spoleto. «Il fatto che in Umbria la spesa sia più alta che altrove non significa assolutamente che non ci sia appropriatezza prescrittiva. Il dato va inquadrato in un contesto sociale ed economico oggettivamente diverso da quello delle regioni del nord, dove si fa meno ricorso al medico di medicina generale per la prescrizione di farmaci che possono essere acquistati direttamente in farmacia. In Umbria, poi, c’è un’elevata presenza di popolazione anziana e ci sono casi di condizioni patologiche costanti cui dover far fronte: il fatto che la popolazione sia anziana impone ancora di più di garantire una buona qualità della vita, per loro e per le famiglie. Il nostro è un sistema di medicina generale che funziona, gli assistiti sanno che possono fare riferimento al proprio medico e lo fanno».

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