«No alla struttura che ospiterà il Mostro di Foligno»

Luigi Chiatti
di Francesco Serroni
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Martedì 26 Ottobre 2021, 14:04

GUALDO TADINO - Parte dai social la rivolta dei cittadini contro la Rems di Gualdo Tadino che, tra gli altri, dovrebbe ospitare il “Mostro di Foligno” Luigi Chiatti. Dopo aver creato un gruppo su facebook, diversi utenti hanno lanciato una petizione online che in poche ore aveva raccolto più di 600 sottoscrizioni, alcune anche dalla città di Gubbio. «Il Mostro di Foligno, che uccise tra il 1992 e il 1993 Simone Allegretti (4 anni) e Lorenzo Paolucci (13), potrebbe essere il primo ospite dell’ex carcere di Gualdo Tadino che diventerà una Rems, residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza per autori di reati affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi – si legge nelle motivazioni della petizione -. La struttura individuata è quella dell’ex carcere di Gualdo Tadino, ubicato fuori dal centro storico cittadino, edificio pubblico che ha superato tutte le altre candidature fattesi avanti nel corso dei mesi. Il sindaco decide e porta avanti una scelta così delicata senza rendere partecipi i cittadini – la critica dei promotori dell’iniziativa rivolta al primo cittadino gualdese -. Se anche tu credi che tutto questo vada fermato, firma questa petizione».

Sulla questione è intervenuta anche il consigliere comunale della Lega Alessia Raponi: «Ancora una decisione in totale autonomia quella del sindaco Presciutti che nella candidatura di Gualdo Tadino a ospitare la Rems non coinvolge non solo la città ma nemmeno il consiglio comunale. Nel prendere una decisione come questa sarebbe stato corretto fare una valutazione basata non solo sull’opportunità economica, ma sull’impatto che tale scelta può avere sul fattore sicurezza – prosegue la Raponi -. E’ evidente che il tema andava discusso e condiviso con la comunità gualdese in un consiglio comunale aperto, ma Presciutti non l’ha fatto, dimenticandosi, ancora una volta, di essere un sindaco che amministra una città e non un uomo solo al comando. Al momento, peraltro, i genitori dei disabili – ad oggi la struttura è occupata dagli utenti della cooperativa “Il Germoglio” - non conoscono la futura collocazione dei propri figli, né i tempi del loro spostamento e ciò genera comprensibile preoccupazione”.

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