Tutto esaurito per le tre date umbre del tour teatrale "Eleganzissima" di Drusilla Foer

Drusilla Foer
di Federica Mosca
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Mercoledì 16 Febbraio 2022, 19:01 - Ultimo aggiornamento: 19:06

Narni – E' già tutto esaurito al Teatro Manini di Narni per lo spettacolo di Drusilla Foer in programma per domani, giovedì 17 febbraio, nell’ambito del programma del Teatro Stabile dell’Umbria. L’irriverente autrice, cantante, attrice e pittrice toscana, reduce dalla co-conduzione della 72esima edizione del Festival di Sanremo al fianco di Amadeus, farà ben tre tappe in Umbria: prima a Narni, poi ad Orvieto venerdì 18, per concludere sabato 19 ad Assisi con il recital “Eleganzissima” che ha già registrato il sold out per quasi tutte le date del tour teatrale.
Drusilla Foer, alter ego dell’attore Gianluca Gori, nel suo spettacolo, racconta al pubblico spassosi aneddoti tratti dalla vita straordinaria di Madame Foer, vissuta fra Italia, Cuba, America e Europa, e costellata d’incontri e grandi amicizie con persone fuori dal comune e personaggi famosi, fra il reale e il verosimile. Ad accompagnare il racconto sono le canzoni, che Drusilla interpreta dal vivo accompagnata dai suoi musicisti, Loris Di Leo al pianoforte e Nico Gori al clarinetto e sax. Il recital, ricco di musica, svela un po’ di lei: racconta episodi della sua vita confidenziali e unici e il pubblico si trova coinvolto in un viaggio nella realtà poco ordinaria di un personaggio veramente straordinario, in un’alternanza di momenti che strappano la risata e altri dall’intensità commovente. Drusilla Foer, cantante, attrice e autrice, è da tempo un’icona di stile. Personaggio irriverente e antiborghese, si presta spesso a sostegno di cause sociali importanti. Posa per fotografi, stilisti e artisti di prestigio internazionale. Frequenta con successo televisione e cinema, ed è diventata una star di culto anche sul web. A Sanremo 2022 si presenta come "compagna di viaggio" di Amadeus e fin da subito si mostra all'altezza del palco dell'Ariston. A fine serata, il monologo sulla diversità. "La parola diversità non mi piace, ha in sé qualcosa di comparativo e una distanza che non mi convince", ha detto. “Meglio l'unicità. Bisogna entrare in contatto con la propria unicità. Sarà una figata pazzesca. Si prendono per mano tutte le cose che ci abitano, le cose belle e quelle brutte e si portano in alto, si sollevano insieme a noi nella purezza dell'aria, alla luce del sole, in un grande abbraccio innamorato e gridiamo: che bellezza! Tutte queste cose sono io. E sarà bellissimo abbracciare la nostra unicità. A quel punto sarà più facile aprirci all'unicità dell'altro. Io sono molto fortunata ad esser qui, date un senso alla mia presenza e tentiamo insieme l'atto rivoluzionario, il più grande che si possa fare al giorno d'oggi: l'ascolto. Ascoltiamoci e doniamoci agli altri. Confrontiamoci gentilmente. Anche solo per assicurarci che le nostre convinzioni non siano delle convenzioni. Facciamo scorrere i pensieri in libertà senza pregiudizio, senza vergogna, facciamo scorrere i sentimenti e liberiamoci dalla prigionia e dall'immmobilità. Pensate se il mondo non ruotasse. Se il buio fosse nero”. Un grande spunto di riflessione per il pubblico, che ha fatto parlare molto.

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