Tutela del patrimonio artistico,
recuperati pezzi per 3,5 milioni

Alcuni dei beni recuperati dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio di Perugia durante una operazione
di Riccardo Gasperini
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PERUGIA - Ha superato il valore di 3 milioni di euro (3.632.000 per l’esattezza) l’attività di recupero di beni portata avanti dal nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Perugia. Una attività su tutti i fronti, dai beni antiquariali a quelli archivistici, ma anche librari e archeologici, portata avanti oramai dal 2016 in un territorio, quello regionale, che viene definito «appetibile» per la sua posizione geografica e la grande presenza di chiese, conventi, santuari, edicole votive e luoghi archeologicamente inesplorati. Quest’ultimi «obiettivi importanti sotto il profilo storico-culturale, spesso in zone rurali, montane o comunque poco frequentate e molto difficili da sorvegliare, dove trovano dimora manufatti pregiati, non sempre conosciuti e per questo ricercati dai collezionisti e di facile sottrazione da parte di malintenzionati».

I NUMERI Un bel da fare per i carabinieri del nucleo Tpc comandato dal tenente colonnello Guido Barbieri, che nel tracciare l’attività del 2020 ha registrato numeri importanti in fatto di contrasto alle illegalità. Per il 2020 sono state denunciate all’autorità giudiziaria 22 persone e controllati 1168 beni nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti. Controlli anche per 146 esercizi antiquariali e commerciali, 51 mercati e fiere del settore. Importanti i numeri dei recuperi: 418 beni antiquariali, archivistici e librari, cui si sommano 548 reperti archeologici integri. Sono state sequestrate 94 opere d’arte contemporanea contraffatte. Nell’ambito di sviluppi investigativi conseguenti ai controlli amministrativi di esercizi commerciali di settore, compreso il monitoraggio delle vendite online, operate attraverso siti di case d’asta o sfruttando le più comuni piattaforme di compravendita telematica, sono state sequestrate opere contraffatte falsamente attribuite a Burri, De Chirico, De Pisis, Guttuso, Casorati, Boccioni, De Nittis, Guidi, Severini, Fantuzzi, Maccari, Parigini. Secondo le attuali quotazioni di mercato riferite alle opere autentiche avrebbe potuto fruttare guadagni per una cifra valutata 940.000 euro.

LE SINERGIE L’attività del nucleo Tpc ha portato i militari a collaborare con varie componenti dell’arma e funzionari del ministero della Cultura in servizio presso le Soprintendenze per muoversi sul fronte della salvaguardia del patrimonio culturale, anche attraverso il monitoraggio dei siti archeologici, delle aree di interesse paesaggistico e dei siti Unesco. Un fronte vasto da controllare, fatto di 103 siti tutelati da vincoli paesaggistici e monumentali e 96 aree archeologiche.

MENO REATI Le ripercussioni della pandemia, soprattutto nel periodo del lockdown, si son fatte sentire anche sul fronte delle aggressioni criminali al patrimonio culturale. I carabinieri del nucleo Tpc di Perugia hanno registrato, a fronte di 26 furti commessi nel 2019, un calo del 17,6 per cento nel 2020 (9 furti). Il decremento, spiega l’arma, «è stato sicuramente favorito dalle limitazioni alla circolazione delle persone a causa dell’emergenza sanitaria, limitando notevolmente il movimento indiscriminato agli abituali delinquenti di settore attraverso i controlli preventivi messi in atto dalle forze dell’ordine. Nonostante il calo dei reati, non è comunque venuta meno l’azione preventiva». Anzi, i controlli portati a termine sono stati numerosi, come le operazioni. Nel capoluogo ad esempio lo scorso novembre sono stati individuati e sequestrati 269 reperti archeologici, tutti di epoca pre-colombiana, risultati illecitamente detenuti, ora al vaglio degli esperti per capire la loro origine.  

Domenica 9 Maggio 2021, 18:16
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