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A Orvieto Pozzo di San Patrizio e Duomo i più visitati, Pasqua con pienone ma la ripresa stenta a decollare

A Orvieto Pozzo di San Patrizio e Duomo i più visitati, Pasqua con pienone ma la ripresa stenta a decollare
di Monica Riccio
4 Minuti di Lettura
Domenica 8 Maggio 2022, 16:16

E' un maggio che promette buoni numeri quello che a Orvieto ha visto, in questa prima settimana del mese, il ritorno degli autobus, delle gite e, in parte, del turismo straniero. Le premesse sono buone e arrivano da un aprile che, con il ponte di Pasqua, con il 25 aprile e con il 1° maggio, ha dato il via alla stagione turistica vera e propria.

Lato monumenti i numeri appaiono confortanti rispetto allo stesso periodo 2019, ovvero al pre-pandemia; i dati vedono inoltre in forte accelerazione su tutti il Pozzo di San Patrizio, che nel primo quadrimestre 2022 la spunta addirittura sul Duomo e si conferma come una delle mete preferite dai turisti a Orvieto. «Dal 16 aprile, sabato di Pasqua, al 1° maggio sono stati circa 25mila gli ingressi al capolavoro del Sangallo; dal 1° gennaio al 1° maggio – secondo i dati forniti dal comune - i visitatori sono stati 66.978, nello stesso periodo del 2019 sono stati 63.619, quindi oltre 3mila in più rispetto al pre-pandemia». Sempre ottimo l'appeal del Duomo sui visitatori che scelgono Orvieto: secondo i dati forniti dall'Opera del Duomo «il 25 Aprile ha visto 3500 ingressi e il 1° maggio 1300 ingressi, in generale nel periodo Gennaio-Aprile 2022 il Duomo ha visto circa 63.000 ingressi, rispetto al quadrimestre Gennaio-Aprile 2019 siamo a + 17%». Livelli pressoché tornati al pre-pandemia anche al Pozzo della Cava, Orvieto Underground e Torre del Moro.

Non c'è lo stesso entusiasmo lato presenze, perché se è vero che fin qui i weekend hanno portato numeri importanti – a Pasqua si può dire che le strutture del settore ricettività erano quasi tutte piene – così non è all'interno della settimana: in pratica per gli ultimi 15 giorni di aprile, a sentire gli albergatori, a Orvieto «benissimo Pasqua, bene il 25 aprile, accontentiamoci il 1° maggio».

In attesa di conoscere i dati ufficiali relativi alle presenze dei primi 4 mesi dell'anno - numeri e percentuali che la Regione Umbria non ha ancora reso noti - la ricettività a Orvieto può dirsi solo parzialmente soddisfatta di questo fine aprile/inizio maggio:«I fine settimana, per di più in un periodo di festività, da soli non bastano a risollevare la nostra situazione - commenta Stefano Martucci, vicepresidente di Federalberghi Umbria e albergatore a Orvieto – a questo clima di continua incertezza va aggiunto che chi viaggia oggi deve fare letteralmente i conti con gli aumenti, inevitabili vista la situazione, e questo certamente non aiuta, anzi abbassa la permanenza. Spesso, come è stato nel weekend di Pasqua, le prenotazioni sono last minute, la gente prende decide e va, questo comporta da parte nostra l'impossibilità di fare previsioni, di prevedere quanta e quale forza lavoro impiegare, in definitiva la gestione diventa complicata. A livello di numeri va detto che uno e due weekend a camere prossime al pieno non significano che il mese sia andato bene».

A voler tirare le somme, si assiste quindi a ottimi accessi ai siti turistici cittadini ma a presenze concentrate solo nei weekend, e a permanenze più brevi. A questo va aggiunto lo scarso l'impatto economico delle presenze sulle altre attività, attività che lamentano non poche note dolenti: «Il movimento turistico in città c'è, e si vede – commenta Massimo Perali dell'associazione tra commercianti “Orvieto per Tutti” - ma è un turismo con bassissima propensione alla spesa. Oltre al dormire, mangiare e visitare monumenti, insomma si spende poco e niente: in questo senso, fatta eccezione per il settore ricettività e accoglienza, di una ripresa vera e propria non c'è ancora una netta percezione».

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