«Terni, criminali troppo pericolosi in carcere
C'è il rischio di infiltrazioni»

Sabato 17 Agosto 2019 di Nicoletta Gigli
TERNI «Il problema delle infiltrazioni criminali è un problema reale, anche se ancora non così grave in Umbria, che dipende dalle necessità di espansione dei mercati criminali, non certo dai luoghi di detenzione di chi è stato arrestato Non credo che la presenza di detenuti per fatti di criminalità, e meno che mai saltuarie presenze di mogli e figli in visita ai loro congiunti, generino infiltrazioni criminali. Anzi, se così fosse, sarebbe anche più facile controllarli». Il garante dei detenuti, Stefano Anastasia, commenta così l'allarme lanciato da Roberto Perfetti, segretario regionale dell'Ugl, secondo cui «l'afflusso di componenti di organizzazioni criminali con la c maiuscola nel penitenziario di Terni e dei familiari al seguito contribuiscano a rendere meno sicura la città». Perfetti dice di condividere la preoccupazione del procuratore, Alberto Liguori, che «è stato l'unico ad affermare che Terni è crocevia di traffici di stupefacenti provenienti da rotte internazionali» in un territorio dove l'illegalità è diffusa e l'infiltrazione criminale non deve essere sottovalutata ma monitorata. «Il territorio convive con un turismo carcerario settimanale dei familiari che riempiono gli alberghi e strizzano gli occhi ad investimenti immobiliari insediandosi definitivamente in provincia - tuona Perfetti. Un benessere illusorio e malato frutto del malaffare che continuerà ad infiltrare Terni in maniera sempre più capillare». Un tema che l'Ugl lega alla questione del boom dei detenuti di alta sicurezza «dopo l'arrivo consistente a Sabbione, nelle ultime settimane, di detenuti appartenenti ai più svariati clan criminali fino a raggiungere il sold out dell'istituto». Oggi sono 510 gli ospiti di un penitenziario che ha raggiunto il massimo storico di capienza. «Il sovraffollamento del carcere di Terni è stato uno degli elementi di criticità che ho sottolineato nella recente presentazione della mia relazione annuale - dice Stefano Anastasia. Terni è l'unico istituto umbro che ha un tasso di affollamento in media nazionale: 120 per cento contro una media regionale del 108 per cento». Il garante dei detenuti di Umbria e Lazio è convinto che «questo dipenda dal fatto che la città è molto vicina a Roma, e che quindi si presta facilmente a trasferimenti sia dalla capitale che dal sud Italia, anche di detenuti in regime di alta sicurezza. Anche per questo - conclude Anastasia - credo che l'istituto ternano debba riprendere la sua missione trattamentale legata al territorio, anche rinunciando alla sezione di alta sicurezza, su cui può invece specializzarsi, per antica vocazione, la casa di reclusione di Spoleto».
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