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Treofan, azzerate tutte le manifestazioni d'interesse: il futuro dell'azienda è in mano istituzioni e Confindustria

Treofan, azzerate tutte le manifestazioni d'interesse: il futuro dell'azienda è in mano istituzioni e Confindustria
di Lorenzo Pulcioni
3 Minuti di Lettura
Sabato 27 Febbraio 2021, 17:11

Reindustrializzazione sì, ma di che tipo? Dopo la chiusura della vertenza Treofan si apre la battaglia per rilanciare il sito e soprattutto l'occupazione. Un anno di cassa integrazione per i lavoratori più sette mensilità nette di incentivo all'esodo. Dodici mesi per individuare un soggetto potenzialmente interessato a rilevare terreno e fabbricato, mentre i macchinari restano a Terni ma a disposizione dell'azienda che deciderà, non è scritto nulla di preciso nell'accordo firmato giovedì, se e quando venire a riprenderli. Il futuro sarà in linea con la filiera del polo chimico anche dopo la chiusura dello stabilimento da cui usciva il film in polipropilene celebre in tutto il mondo? L'accordo basato sulla non concorrenza voluto e ottenuto da Jindal esclude tutti i potenziali acquirenti che si erano affacciati perchè collegati a quel tipo di prodotto. Ma l'accordo sottoscritto impegna Jindal a individuare un advisor tramite il quale, di concerto con ministero, sindacato e istituzioni locali, trovare la soluzione di reindustrializzazione che garantirà più assunzioni possibili. Decisivo in questo senso sarà il ruolo di Confindustria e della Regione. Questo significa che i soggetti che Jindal si è impegnata a trovare, potrebbero agire in sinergia con le attività delle altre aziende presenti nel polo, ad esempio la filiera bio Novamont. O piuttosto, soluzione più difficile ma non impossibile, puntare sul riciclo della plastica. Jindal ha messo nero su bianco che non vuole concorrenza, diretta o indiretta. Ma la parte bio del film in polipropilene potrebbe non essere considerata come tale.

Le ipotesi. Solo ipotesi al momento, intorno alle quali c'è un anno di tempo a partire da ora per trovare uno spiraglio di sopravvivenza economica. L'accordo sottoscritto prevede, oltre al percorso con l'advisor sotto la regia del Ministero, anche una serie di incontri su richiesta delle parti per monitorare la situazione. L'auspicio è che la cassa integrazione non sia un sostegno economico solo in vista della chiusura, ma nella speranza di reindustrializzazione. Sarà necessario che ogni soggetto faccia il proprio ruolo e dia seguito ai propri obiettivi. Dal ministero per lo svilupo economico per quanto riguarda l'area di crisi complessa alla Regione che potrebbe entrare nel consorzio dell'area industriale del polo. E ovviamente Confindustria Umbria per far emergere i progetti dei soggetti interessati. Il futuro parla di energie rinnovabili e green economy ma sono parole da tradurre in fatti concreti alla luce dei 70 miliardi di euro del Recovery Plan per la transizione ecologica. Senza dimenticare le criticità dal punto di vista ambientale che affliggono il territorio tra Terni e Narni, dove parecchie aziende hanno bloccato gli investimenti nella zona a rischio idrogeologico. «La messa in sicurezza del Nera deve essere una priorità - ha detto il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti, nel webinar del Messaggero Terni dedicato al Recovery Plan - la tradizione chimica e siderurgica ha bisogno di innervare nuove strade. La chimica da Nera Montoro alla Valnerina deve costruire una progettazione di imprese che innovano e fanno ricerca». La crisi occasione per rilanciare la vocazione industriale in nome della green economy e della transizione ecologica è la strada anche per il consigliere della Lega, Daniele Carissimi: «Sarebbe un crimine non ripensare alla nostra vocazione industriale in termini di una nuova green valley. No inquinamento, ma lavoro sostenibile. In questo senso sarò un mastino inflessibile con l'assessore regionale allo sviluppo economico Michele Fioroni».

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