Trasporto pubblico, da pagare 31 milioni di arretrati. Salvi i soldi per il minimetrò

Venerdì 13 Dicembre 2019 di Federico Fabrizi
Emergenza bus
PERUGIA - La partita è più complicata del previsto. A spulciare nei conti, al capitolo trasporto pubblico locale - cioè gli autobus - la giunta Tesei ha trovato la bellezza di 31 milioni di arretrati da pagare. Dunque, non solo i 21 messi nero su bianco nella delibera - ormai celebre - numero 632 del maggio 2019, con Catiuscia Marini presidente e Giuseppe Chianella assessore, in realtà ci sono pure 6 milioni di pagamenti bloccati a causa di una vicenda giudiziaria e altri 4 al centro di un’ulteriore vertenza. Totale: 31 milioni. Si comprende meglio, dunque, la frase pronunciata nei giorni scorsi ad Assisi dall’assessore Enrico Melasecche: «Credevo piovesse, invece grandina». Le cifre sono state sciorinate ieri dalla governatrice Tesei e dal suo assessore ai trasporti, Enrico Melasecche, di fronte ai sindaci umbri. Per trovare una toppa al buco, la Regione ha in calendario un altro incontro tecnico entro un mese: serve una soluzione e che sia il più rapida possibile.
Ma accanto ai vecchi conti da saldare ci sono quelli nuovi. Cifre alla mano, le spese per il Trasporto pubblico locale in Umbria arrivano a 60 milioni di euro, ma i fondi disponibili si fermano a 45. Si parte 15 milioni sotto. Melasecche e Tesei contano di costruire entro i primi mesi del prossimo anno la nuova agenzia regionale che a regime consentirebbe di risparmiare tra 8 - per i pessimisti - e 10 milioni di Iva per i più ottimisti. Ora, considerando che il 2020 sarà un anno di passaggio lo sbilancio di 15 milioni potrà ridursi a 8, forse 5 milioni. Insomma, sarà tutta in salita. Comunque, per il 2019 dovrebbe essere salvo il milione e mezzo di euro deliberato e mai arrivato al Comune di Perugia, quello per cui Andrea Romizi aveva messo in moto l’ufficio legale di Palazzo dei Priori.
Nei prossimi mesi la Regione conta di avviare la nuova gara per l’assegnazione del servizio e anche da lì spera di risparmiare un po’. Sul punto, i sindaci sono determinati a battersi perché c’è un nuovo algoritmo che divide le risorse in proporzione a residenti, superficie e viabilità, ma col nuovo conteggio qualcuno guadagnerà e qualcun altro dovrà rimetterci un po’. Alla fine, per forza o per buona volontà sarà necessario trovare una sintesi.
CARTA TUTTO TRENO
E nei prossimi giorni, prima di Natale, l'assessore regionale Enrico Melasecche insieme ai dirigenti della Regione incontrerà i componenti della seconda commissione consiliare del Comune di Terni per parlare della Carta Tutto Treno, che scade a fine anno ed andrà rimodulata: «C'è sensibilità da parte della giunta sulla questione, nonostante la ristrettettezza della disponibilità economica».
LA PROPOSTA DEI SINDACI
Non solo bus, ma tutta la mobilità. Ragionare di tutto. Questo hanno proposto ieri mattina i sindaci umbri alla giunta regionale: «Apprezziamo l’atteggiamento di confronto da parte dell’esecutivo - dice il presidente di Anci Umbria Francesco De Rebotti (foto ndr) - la nostra idea è un progetto complessivo che guardi a tutte le integrazioni possibili, e magari rivolga attenzione anche a progetti nuovi, che possono essere utili pure a reperire risorse, su questo siamo disponibili a ragionare insieme». Ecco il punto dunque: i primi cittadini sanno meglio di tanti altri cosa voglia dire far sacrifici, ma invece di stringere il dibattito solo alla necessità di tagliare decidono di rilanciare. Ad esempio, ponendo sul tavolo l’idea di reperire risorse percorrendo la strada di progetti ambientalmente sostenibili: dalla mobilità “dolce” agli autobus a chiamata. Il confronto è aperto e la sfida dei prossimi mesi è trasformare una necessità in opportunità. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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