"Transiti": in mostra le opere dei detenuti
grazie al progetto "Arte in carcere"
promosso da Caritas e San Martino

Venerdì 15 Novembre 2019 di Aurora Provantini
 
"Transiti" è la mostra di opere pittoriche realizzate dai detenuti della Casa Circondariale di Terni nell'ambito del progetto “Arte in carcere” (che ospita anche una produzione di disegni e poesie) realizzato da Gisella Manuetti Bonelli.  Promossa dalla Caritas diocesana e dall’associazione di volontariato San Martino in collaborazione con la Casa Circondariale di Terni, rientra nelle iniziative organizzate dalle Associazioni Ecclesiali Socio-Caritative della Diocesi per celebrare la “Giornata Mondiale dei Poveri”.
 La mostra, allestita presso il Cenacolo San Marco di Terni, sarà inaugurata sabato 16 novembre alle ore 17 alla presenza degli operatori e rappresentanti della Casa Circondariale, del direttore della Caritas diocesana Ideale Piantoni, del presidente dell’associazione San Martino Francesco Venturini, dei volontari che prestano il servizio in carcere e di alcuni detenuti autori delle opere, e resterà aperta fino al 23 novembre.  Oltre 50 dipinti realizzati dai detenuti e decine di poesie e pensieri.
Le opere potranno essere acquistate e il ricavato sarà utilizzato per l’acquisto dei materiali necessari per il laboratorio artistico del detenuto autore dell’opera, oltre che per un fondo comune. 
 Il progetto “Arte in carcere” è un laboratorio artistico, attivo da quindici anni all’interno del carcere, che costituisce un’opportunità di socializzazione ed evoluzione relazionale. E’ anche l’occasione per apprendere le tecniche del disegno e del colore che rappresenta una delle varie modalità di solidarietà che, grazie all’associazione di volontariato San Martino che gestisce le opere segno della Caritas diocesana, vengono portate avanti a favore dei detenuti durante tutto l’anno sia con aiuti di beni di prima necessità che con i colloqui nei centri di ascolto e altre attività.
«Per i detenuti il laboratorio artistico è diventato un punto di riferimento per socializzare - spiega la coordinatrice del progetto Gisella Manuetti Bonelli - per intraprendere un percorso di introspezione e crescita personale acquisendo elementi tecnici sul disegno e sul colore. In questo luogo passano e si incontrano individui di varie culture e per tanti motivi, alcuni sostano più a lungo di altri. Nello spazio di questo laboratorio artistico, le diversità si intrecciano come a formare un unico ordito perché la finalità è uguale per tutti: cercare in se stessi, al di la del reato per cui stanno scontando la pena, qualcosa di bello, realizzarlo e dimostrarlo. Creando disegni e pitture e scrivendo versi, esposti in questa mostra, trapela il loro impegno, per ritrovare una sensibilità, sopita da tempo e il desiderio di riallacciare una nuova alleanza con sé stessi e con gli altri». 
 «La mostra rappresenta la conclusione di un percorso umano e formativo che la Caritas ha avviato con i detenuti nel segno di una grande attenzione alla dignità umana, del riscatto umano e sociale e della speranza – spiega Nadia Agostini responsabile del settore carcere della Caritas diocesana - Un cammino comune dedicato all’approfondimento di questo percorso umano che si esprime visivamente nelle opere dei detenuti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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