Arvedi compra Ast, le reazioni. Tesei: «Risultato importante per l'Umbria»

Arvedi compra Ast, le reazioni. Tesei: «Risultato importante per l'Umbria»
di V. Ug.
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Giovedì 16 Settembre 2021, 11:52 - Ultimo aggiornamento: 12:57

ThyssenKrupp vende Ast ad Arvedi. Le reazioni

Donatella Tesei, presidente della Regione. Parla di «risultato importante per i lavoratori, per Terni e per l'intera Umbria» la presidente della Regione Donatella Tesei secondo la quale la cessione dell'Ast dai tedeschi di Thyssen Krupp agli italiani di Arvedi «ha una valenza più ampia e rimette al centro la produzione di acciaio, rilanciando il tema nel nostro Paese. Accogliamo con piacere il passaggio ad una grande famiglia industriale italiana». La governatrice ha sottolineato di «avere seguito passo passo tutte le vicende dell'Ast seppure con la dovuta e necessaria discrezione». «Sono stata costantemente in contatto con il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti - ha aggiunto -, anche in occasione del nostro incontro di qualche giorno fa per sincerarmi dell'andamento delle trattative di vendita, trattative che si sono concluse a breve così come che avevo annunciato proprio in occasione della visita del ministro in Umbria. Ora bisogna attendere i tempi tecnici per la chiusura definitiva dell'operazione». «Il mio impegno comunque non cessa - ha detto ancora Tesei - anzi prosegue, con l'attenzione che abbiamo sempre avuto nei confronti dell'Ast, in vista del piano industriale che dovrà salvaguardare i livelli occupazionali e rilanciare il sito di Terni».

Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia.  - «Le acciaierie di Terni andranno in mani italiane. Il gruppo Arvedi le ha acquistate dalla Thyssenkrupp. E' una buona notizia per la nostra siderurgia e per la città di 
Terni. Forza Italia continuerà a sostenere e difendere la produzione di acciaio italiano ed europeo». Lo scrive su Twitter Antonio Tajani, Coordinatore nazionale di Forza Italia. 

Matteo Salvini, Lega.  «L'acciaieria di Terni torna a unaproprietà italiana dopo essere stata ceduta da un gruppo tedesco. È un'ottima notizia, dopo mesi di polemiche, che conferma l'ottimo lavoro della Lega al governo (e in particolare del ministro Giorgetti) e del sindaco Latini. Il prima possibile tornerò a Terni, anche per ringraziare l'amministrazione comunale e incontrare i rappresentanti dei lavoratori». Lo dice il segretario della Lega, Matteo Salvini.

Maria Stella Gelmini, ministra per gli Affari regionali. «La cessione dell'Ast di Terni dai tedeschi di Thyssen Krupp agli italiani di Arvedi è un'ottima notizia per i lavoratori, per la città e per la Regione Umbria. Il governo ha
conseguito un risultato importante. La siderurgia continuerà ad essere un settore strategico per il Paese». Lo scrive su Twitter Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari regionali e le autonomie.

Leonardo Latini, sindaco di Terni.  «In attesa del completamento della procedura e in particolare delle verifiche dell'antitrust che non dovrebbero comunque creare problemi, quello di oggi è un passaggio storico per le acciaierie di  Terni e per la siderurgia nazionale»: a dirlo è il sindaco di Terni, Leonardo Latini, dopo l'annuncio da parte di ThyssenKrupp della vendita di Ast al gruppo italiano Arvedi. «Ho seguito da vicino come sindaco l'intera vicenda - prosegue - con il riserbo che la procedura imponeva, intervenendo in ciascuna fase e a tutti i livelli istituzionali, con l'obiettivo di tutelare e valorizzare il nostro sito produttivo e l'economia della nostra città e dell'intera regione». «Da oggi si apre un capitolo nuovo - sostiene Latini -, con una fase molto delicata che è quella del confronto sulle prospettive della nuova proprietà alla quale fin da subito forniamo la nostra disponibilità per un avviare un percorso condiviso nell'interesse della città». Il sindaco ringrazia poi «per il ruolo svolto in questa complessa procedura» l'onorevole Giancarlo Giorgetti, «che per la Lega sta ricoprendo in maniera molto efficace il ruolo di ministro per lo sviluppo economico nel Governo Draghi, per l'attenzione riservata alla vendita di Ast». Infine rivolge un ringraziamento anche «all'ad di Ast Massimiliano Burelli per quello che ha fatto e sta facendo per le acciaierie di Terni anche con lo sviluppo di progetti innovativi, come quelli sul Metal Recovery e le scorie». «che - conclude Latini - abbiamo verificato anche ieri e che contribuiscono a garantire un solido futuro al sito ternano, oltre che per il ruolo fondamentale nella gestione della procedura di vendita».

Walter Verini, Pd. «L’acquisizione di Acciai Speciali Terni da parte di Arvedi non è una notizia inaspettata. Alla comunità ternana e a quella umbra in generale preme che siano garantiti e mantenuti i livelli occupazionali, difesi e possibilmente aumentati i volumi produttivi e le quote di mercato vista la qualità del prodotto. Inoltre che sia anche l’occasione per coniugare la crescita con l’innovazione in campo ambientale. Il Governo su questi obiettivi non deve solo vigilare ma svolgere un ruolo attivo. Acciai speciali Terni non è una questione solo locale ma riguarda direttamente  il futuro della siderurgia del nostro Paese». Così in una nota Walter Verini  parlamentare umbro del Pd.

 Bori, Bellini e Spinelli, Pd. «L’ufficialità della cessione di Ast al gruppo Arvedi apre opportunità interessanti per la manifattura siderurgica italiana che vanno sapute cogliere con la dovuta responsabilità e lungimiranza. Se da un lato la prospettiva di possibili investimenti su Terni da parte della nuova proprietà rappresenta una premessa incoraggiante rispetto alle possibilità di sviluppo della presenza della Acciai speciali sul mercato internazionale, ci sono, dall’altro, alcuni aspetti che richiedono attenzione, visione e una programmazione equilibrata. Quello che auspichiamo è, in primo luogo, un piano industriale efficace per la salvaguardia sia dell’integrità degli impianti e dell’indotto sia dell’occupazione del comparto. Quindi che il governo assuma pienamente un ruolo di accompagnamento e di garanzia attraverso il riconoscimento della centralità dell’acciaio nelle politiche industriali del Paese e una strategia coerente sulla siderurgia. Per arrivare alla dovuta chiarezza sulla annunciata partecipazione di minoranza di Tk nell’assetto societario e sul ruolo della finanza pubblica tramite la Cassa depositi e prestiti e quello eventuale dei fondi di investimento”. Così, in una nota, il segretario regionale del Pd Umbria Tommaso Bori, il segretario provinciale del Pd Terni Fabrizio Bellini e il segretario dem di Terni Pierluigi Spinelli. 

Alessandro Gentiletti, consigliere Senso Civico, comune di Terni. La notizia dell’acquisto di Ast da parte di Arvedi è un primo punto importante. Per capire se rappresenta davvero per il nostro territorio una notizia positiva, come speriamo, occorre conoscere quanto prima il piano industriale che la nuova proprietà ha in mente. Occorre sapere presto se le nuove politiche aziendali e gli investimenti che saranno realizzati andranno nel senso di una ristrutturazione del polo industriale e quale impatto avranno sull’occupazione. Occorre conoscere in particolare le linee e la quantità della produzione, nonché la rete commerciale, la capacità di approvigionamento di materie prime ed energia, il mercato di prospettiva sul quale la nuova proprietà intende muoversi. In tutto questo, la logistica e i trasporti avranno un ruolo centrale, sul quale le istituzioni non potranno non giocare una partita decisiva, vista anche la difficoltà di collegamento che la nostra città ha ancora oggi con i porti ed il rischio che questa situazione può produrre in termini di competitività. Su questi temi le istituzioni locali avrebbero dovuto giocare d’anticipo un ruolo dal quale invece sono restati assenti. Amministrazione comunale e regionale non hanno chiesto prima di conoscere il piano industriale e le prospettive di sviluppo della nuova proprietà. I trionfalismi e gli autoelogi che si attribuiscono ora appaiono in questo senso inutili, anacronistici e per nulla rassicuranti.  Un ruolo centrale nello sviluppo di Ast lo rappresenta poi la ricerca, l’innovazione e la formazione. La facoltà di ingegneria nel nostro territorio nasce per questo, per assicurare management locale al polo industriale. Su questi temi non ci si può sottrarre dal confronto e dagli stimoli, opportuni, che sono stati rivolti alla nostra città anche dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia e che hanno raccolto un silenzio raggelante da parte di chi ha responsabilità di governo. Occorre discutere del futuro di Ast e del ruolo dell’università insieme, non come argomenti separati e senza divisioni politiche. Per questo chiediamo alle istituzioni locali di fare squadra su tematiche cruciali. Di evitare di portare acqua al mulino dei loro sponsor politici nazionali, attribuendosi e attribuendogli meriti che non hanno. Il rischio è che la politica e la città restino marginali su questioni nelle quali si gioca il presente e il futuro dello sviluppo del nostro territorio. Chiederemo di invitare quanto prima nelle sedi consiliari la nuova proprietà per un dibattito pubblico e trasparente, insieme alle forze sindacali, su queste tematiche. Cercare di capire i punti chiavi del progetto industriale che hanno in mente e dove l’amministrazione può intervenire, soprattutto nelle politiche infrastrutturali, di logistica e di concertazione, al fine di garantire al meglio gli interessi del nostro territorio.

Valdimiro Orsini, consigliere Gruppo Misto Comune di Terni. «Esprimo soddisfazione per il completamento della procedura di cambio di proprietà di Ast. Innanzitutto perché conclusa in tempi ragionevoli,   chiudendo così un periodo di incertezza che poteva creare problemi sia in termini di investimenti che di competizione globale. Soddisfazione inoltre perché si approda a un player internazionale seppur con solide radici italiane.  Un imprenditore italiano in un settore mondiale come l'acciaio è comunque un elemento di vicinanza e di interlocuzione. La siderurgia italiana ha imprenditori che hanno storia e dimensioni per continuare ad avere un ruolo.  La siderurgia italiana ha impianti, Terni tra i primi, che sono aggiornati, competitivi e in grado di avere prospettive internazionali. Su questo fronte mi auguro che si possa avere quanto prima un piano industriale all'altezza delle aspettative, che veda il sito di Terni confermare le sue attività ed anzi arricchirle di nuove.  
Un piano industriale incentrate su due grandi temi: l'occupazione e la questione ambientale.  La conferma degli organici è indice di dimensioni e di ambizioni. Sul fronte ambientale il sito di Terni non può essere minimamente paragonato ad altri impianti italiani che hanno accumulato ritardi storici, ma certo che occorre fare di più per una piena riconversione green e ambientalmente sostenibile.  Lo chiede il mercato, sempre più attento anche alle modalità e alle qualità di produzione,  lo chiede una città che intorno alla sua azienda simbolo si è sviluppata e che tutt'ora in essa riconosce prospettive di innovazione, benessere e nuovo sviluppo».

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