Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Terremoto, inchiesta della Corte dei Conti sui contributi ai lavoratori autonomi che hanno subito danni

Nella fito d'archivio la rimozione delle macerie a Norcia
di Luca Benedetti
3 Minuti di Lettura
Domenica 14 Marzo 2021, 12:00

PERUGIA - Un’inchiesta sui cinquemila euro di una tantum dati dalla Regione ai lavoratori autonomi che hanno dovuto interrompere l’attività per il terremoto dell’agosto 2016 e le scosse successive. Si muove la procura regionale della Corte dei Conti. Secondo quanto risulta al Messaggero, il capo della Procura contabile, Rosa Francaviglia, ha delegato alle indagini il Nucleo di polizia economica e finanziaria del comando provinciale della guardia di finanza.
La magistratura contabile è interessata a tutti lo svolgimento dell’operazione. E alla Regione avrebbe chiesto un quadro completo della situazione di quel tipo di contributo. Quanto soggetti l’hanno preso, che tipo di controllo ha effettuato la Regione e se ci sono fondi che non sono stati utilizzati o assegnati. Cioè se c’è un residuo e perché si è formato. La legge di riferimento è la numero 226 del 2016. Dei temi legati al posto terremoto e alla ricostruzione la procuratrice Francaviglia ha parlato anche nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti con particolare riferimento, per esempio, ai ritardi legati alla ricostruzione dell’ospedale di Norcia, situazione sui cui c’era già un fascicolo aperto.
Sul fronte dei contributi ai lavoratori autonomi c’è il sospetto. se la procura contabile si è attivata, che potrebbe esserci stato qualche percettore che non ne avesse diritto. Cosi che l’Ente pubblico si ritroverebbe come parte danneggiati dal presunto danno erariale. Furbetti? Semplificazione da slogan, ma la strada potrebbe essere quella.
Per il contributo un tantum regionale, palazzo Donini (era in carica la giunta Marini), in una nota del 15 novembre 2017 aveva annunciato la riapertura dei termini per «la richiesta di indennità per il sostegno al reddito una tantum di 5mila euro per l’anno 2016, una delle misure urgenti a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici». La misura riguarda va «i collaboratori coordinati e continuativi, i titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, i lavoratori autonomi, compresi i titolari di attività di impresa e professionali, iscritti a qualsiasi forma obbligatoria di previdenza e assistenza, che abbiano dovuto sospendere l’attività a causa degli eventi sismici e che operino esclusivamente o, nel caso degli agenti e rappresentanti, prevalentemente, in uno dei Comuni del perimetro del sisma». In precedenza il periodo di presentazione delle domande andava dal 3 febbraio al 21 luglio. Nella prima finestra erano arrivate agli uffici regionali e sono state istruite oltre 1300 domande, di cui 1125 erano stati autorizzate prima che scattasse la proroga.
La giunta regionale (l’assessorato era quello allo Sviluppo economico guidato da Fabio Paparelli) dopo la chiusura dei termini aveva ricevuto richieste che hanno messo in evidenza difficoltà incontrate da alcuni per inviare in tempo le domande di indennità a seguito, ad esempio, di ordinanze di inagibilità che erano state emesse in un periodo successivo. Il periodo di sospensione del lavoro era riferita all’anno 2016.

© RIPRODUZIONE RISERVATA