Terni si dimentica di San Valentino
nella mappa turistica della città

Venerdì 9 Novembre 2018
La mappa turistica

Immaginate di vedere una cartina di Roma senza il Colosseo. Impossibile. Adesso, provate a pensare a una mappa turistica di Terni senza San Valentino. Impossibile anche in questo caso? No. Perché è accaduto veramente. Terni si è dimenticata di San Valentino. Una gaffe difficile da digerire che è sotto gli occhi di tutti. Che sconta un'aggravante. Perché si sta parlando dei famosi cartelli turistici già abbondantemente sbertucciati per la loro collocazione. «Troppo alti e poco leggibili i testi». Questa la critica che venne mossa da più parti. Perciò uno si aspettava maggiore attenzione prima di mettere in bella mostra la madre di tutti i cartelli: la mappa turistica della città. La prima cosa che un turista sprovvisto di smartphone (chissà se esistono) consulta per farsi un'idea delle cose interessanti che ci sono da vedere. Mappa che però non riporta la Basilica di San Valentino tra gli edifici religiosi di culto da visitare. La città di San Valentino che si scorda di San Valentino. Un capolavoro prodotto da Regione, Provincia, Comune di Terni, Fondazione Carit e Distretto integrato turistico. Ovvero i soggetti che hanno contribuiti a vario titolo alla realizzazione dei cartelli turistici, tra cui la mappa delle Principali emergenze (sic!) turistiche di interesse regionale e locale, come è citato testualmente in cima al cartello posizionato a Corso del Popolo, lato largo Frankl. Consultato l'elenco delle nove chiese indicate, uno può pensare a una svista colossale dovuto a un errore di stampa, ma la faccenda è più seria perché il puntino azzurro che dovrebbe indicare la Basilica di San Valentino non c'è proprio. La mappa finisce all'obelisco di Pomodoro, fortunatamente indicato tra le emergenze da visitare. E si sa, San Valentino sta dopo il fiume. Forse, si conceda la battuta, troppo a sud per la Terni leghista.
 

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