Cerca di sedare una rissa e viene ucciso a pugni: il tunisino Ridha aveva 39 anni, lascia 3 figli piccoli

Terni: l'uomo interviene dopo un incidente tra automobilista e ciclista, poi la tragedia

Cerca di sedare una rissa e viene ucciso a pugni: il tunisino Ridha aveva 39 anni, lascia 3 figli piccoli
di Nicoletta Gigli e Vanna Ugolini
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Martedì 29 Novembre 2022, 06:24 - Ultimo aggiornamento: 12:01

TERNI Le urla spezzano il silenzio della notte. Chi vive a Borgo Bovio, quartiere noto per risse e spaccio di droga, si affretta a chiamare le forze dell'ordine ma stavolta è tardi. Sulla stradina che conduce ai palazzi di via Marche il corpo senza vita di Ridha Jamaooui, 39 anni, tunisino, padre di tre bambini piccoli che vive a Terni da quando era ragazzino. È stato ammazzato di botte - calci e pugni- durante una rissa esplosa poco prima di mezzanotte in seguito ad un incidente stradale senza alcuna conseguenza. Eppure è bastata una scintilla per far finire un diverbio tra un automobilista e un ciclista in tragedia.
LA LITE
La violenta lite inizia nel piazzale del distributore di benzina tra via Romagna e Ponte d'Oro, a poca distanza dall'acciaieria. Ridha, accerteranno gli investigatori dell'Arma, è stato ucciso a mani nude, ferocemente, solo perché si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Ha provato a mettere la pace tra un potentino che vive a Terni e che con l'auto ha urtato la bici di un ragazzo di colore e quest'ultimo, che chiedeva 150 euro come risarcimento.

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È l'inizio di una rissa, cui prendono parte anche altri extracomunitari spuntati dal nulla, che finisce nel sangue: «Sono volate botte da orbi» racconta l'automobilista, l'unico italiano rimasto lì ad aspettare i soccorsi. È visibilmente scosso e spiega per filo e per segno quei momenti di sangue e violenza: «Ridha, che conosco, passava per caso: si è avvicinato per fare da paciere e nel parapiglia, temendo per la mia compagna che era in auto, ho preferito spostare la macchina. Poi sono tornato indietro e lui era già a terra. Ho inseguito l'extracomunitario che, dopo averlo massacrato di botte, è scappato via in bici, ma l'ho perso di vista». Questione di minuti perché Ridha, fiaccato da calci e pugni, si arrende alla violenza e il suo cuore si ferma.

La salma, dopo il nulla osta della pm, Barbara Mazzullo, viene trasferita nell'obitorio dell'ospedale di Perugia in attesa dell'autopsia. Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo e della sezione operativa della compagnia di Terni, coordinate dalla procura, iniziano nel cuore della notte.
Sotto torchio in caserma diverse persone la cui testimonianza può essere decisiva per chiudere il cerchio su questo omicidio che lascia tutti senza parole. In particolare i carabinieri sperano nella testimonianza di un uomo portato in serata in via Radice.

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La procura non si sbilancia: «Non si esclude alcuna ipotesi. La dinamica non è chiara». Ci sono degli elementi su cui gli investigatori vogliono vederci più chiaro, vogliono andare più a fondo. Parti di testimonianze che, ancora non combaciano, i filmati delle telecamere della zona che, nonostante il buio, possono fornire indizi nuovi, ancora da visionare.
Chi conosceva Ridha, ormai ternano d'adozione, lo definisce un bravo ragazzo e un gran lavoratore. Era un carpentiere e aiutava la moglie, che fa le pulizie, per i lavori più pesanti: «Vive qui da quando era bambino, lo conosco bene e mi sento di escludere questioni legate alla droga» dice Francesca De Nicola, il legale che in passato l'ha seguito per vicende legate ai rapporti non idilliaci con le tre ex compagne, ognuna delle quali gli ha dato un figlio. A Borgo Bovio, da tempo scenario di ripetute risse tra chi si contende la gestione del mercato degli stupefacenti, il dolore per l'addio a Ridha, conosciuto da tutti, per mano di chi è convinto che la vita di un uomo valga meno di niente, è palpabile.
Ma anche la paura di uscire di casa: negli ultimi mesi le notti in centro e in alcuni quartieri periferici sono state segnate dalla violenza. Come è successo mercoledì quando, a pochi passi dal parco Rosselli, da una vita luogo di spaccio, è esplosa una rissa fra tre stranieri e l'ambulanza ha soccorso un nigeriano ferito alla testa con una sassata. «Le forze dell'ordine sono impegnate nelle indagini - dice il prefetto, Giovanni Bruno - Ho convocato per giovedì il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica e ho invitato anche il sindaco. Valuteremo tutte le iniziative per rafforzare le misure di controllo del territorio». E tutta la città chiede più sicurezza.
 

 

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