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Terni. Ospedale, si dimettono un chirurgo e una ginecologa

Terni. Ospedale, si dimettono un chirurgo e una ginecologa
di U.G.
2 Minuti di Lettura
Martedì 26 Luglio 2022, 17:03

Irrefrenabile continua l’emorragia all’ospedale di Terni di medici ma pure di infermieri ed altre figure professionali, tutte sono rinunce per dimissioni volontarie. Una situazione che comincia a destare qualche preoccupazione con le liste d’attesa che continuano ad allungarsi. Ultimi in ordine di tempo, hanno deciso di lasciare Terni, altri due professionisti che cesseranno il rapporto di lavoro con il “Santa Maria” il primo di  settembre: si tratta di un chirurgo e di una ginecologa. Il primo si chiama Saverio Cerasari, lascia Terni per un ospedale di Roma, mentre invece Elena Laurenti ha scelto Perugia. Soltanto qualche settimana fa a dimettersi era stato un anestesista, anche lui,  assunto a tempo indeterminato nel 2020 che ha deciso di andarsene esattamente dopo due anni di lavoro. Un’anestesista in meno in pianta organica vuol significare rivedere i turni di lavoro di ognuno e, spesso, programmare anche degli straordinari per riempire il vuoto lasciato. Il direttore generale Pasquale Chiarelli per sopperire a questa carenza  ha prorogato a tutto l’anno in corso, gli incarichi a prestazione occasionale, rinnovando ai dottori Rocco Francesco Cavallo, Luigi Rinaldi e Roberta Riccardi la permanenza in ospedale, che verrà ricompensata con una somma complessiva di 175 mila euro. Il motivo delle conferme, lo spiega la stessa direzione sanitaria? «Tali conferme sono ritenute – si legge nella delibera – inderogabili ed assolutamente non posticipabili, in considerazione della necessità  di assicurare le attività di emergenza ed urgenza e di garantire il pubblico servizio, il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza e la regolarità dei turni di lavoro- conclude - visto il persistere di esigenze di contrasto del diffondersi dell’infezione da coronavirus, la necessità di recuperare attività postergate e l’opportunità di non gravare sulle strutture dedicate in caso di cessazioni non programmate di personale».

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