Terni. Nati cinque pulcini di cigno
ma tre adulti sono morti: uno ingoiando
un amo da pesca

Terni. Nati cinque pulcini di cigno ma tre adulti sono morti: uno ingoiando un amo da pesca
di Umberto Giangiuli
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Martedì 21 Maggio 2024, 20:05

“Penelope” e “Ulisse” la coppia di cigni che staziona tra il fiume Velino e il lago di Piediluco hanno di nuovo cresciuto famiglia. Il loro amore con la schiusa delle uova ha dato alla luce cinque pulcini che cominciano la loro vita sotto la protezione dei volatili che non li perdono mai di vista anche per la presenza dei rapaci e delle cornacchie. A questi sei nuovi arrivati, però, si registra la perdita di tre cigni di appena un anno che sono morti per incidenti causati dalla loro curiosità di esplorare e acquisire conoscenza  sul territorio. A osservarli sull’acqua ed in volo non sembrava fossero così sprovveduti, invece si sono fatti probabilmente ingannare dalla loro esuberanza giovanile. La mamma “Penelope” probabilmente neppure si è accorta della mancanza dei tre pulcini ormai grandicelli poiché impegnata con i nuovi nati che tanto danno da fare. «La morte dei tre cigni è dovuta da incidenti imprevedibili», raccontano le persone che hanno visto come sono andate le cose.  Il più grandicello dei cigni dopo alcune prove per staccare il volo alla fine ci è riuscito innalzandosi in alto fino a sfiorare un filo della corrente che lo ha fulminato cadendo come un sasso sullo specchio d’acqua da dove era partito.

Una fine inaspettata proprio nel momento in cui, probabilmente, voleva assaporate il volo. L’altro cigno, invece, è finito sulla sbarre galleggianti che si trovano sotto il ponte di Mazzelvetta per impedire ai rifiuti solidi provenienti dal lago di arrivare fino alla Cascata. Si è impigliato con le ali in una sporgenza di questa diga galleggiante e lì è rimasto nessuno sa per quante ore. Lo hanno ritrovato alcuni pescatori dopo alcuni giorni in avanzato stato di putrefazione. Il terzo ed ultimo cigno ha avuto la sfortuna di imbattersi a pelo d’acqua di un amo di quelli che si usano per la pesca con tanto di filo di nailon penzolante. Probabilmente quella mattina il piccolo cigno aveva fame e cercava del cibo e all’amo c’era anche l’esca. Non ci ha pensato due volte e lo ha ingoiato. Una volta in gola ha cercato di liberarsi di quell’amo che gli si è conficcato dentro.  Per diversi giorno è stato senza mangiare nutrendosi solo di acqua e alla fine è morto. E’ stato difficile cercare di poterlo avvicinare e salvare. Si è tentato in tutti i modi. Adesso sulle acque nuotano i nuovi nati che dovranno  fare attenzione a non allontanarsi dai genitori.

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