Terni, In monopattino o nel rifugio in montagna per spacciare droga: La mappa di un mercato che non conosce crisi

Terni, In monopattino o nel rifugio in montagna per spacciare droga: La mappa di un mercato che non conosce crisi
di Nicoletta Gigli
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Domenica 25 Settembre 2022, 06:04

TERNI - Sfrecciano col monopattino per le vie del centro. In tasca hanno solo un paio di dosi perché sanno bene che, se dovessero incappare in un controllo, se la caverebbero con una segnalazione alla prefettura.

I clienti li incontrano nei vicoli che è possibile raggiungere solo a piedi. Una modalità di spaccio al minuto che porta con sé difficoltà operative per gli investigatori, al lavoro per fermare un’attività che ha assunto contorni inquietanti.

Ma gli spacciatori “veri” preferiscono le montagne del circondario per lavorare in tutta tranquillità. Lo fanno da anni e prenderli è complicatissimo.

Nonostante le recenti operazioni delle forze dell’ordine nella fitta vegetazione intorno alla conca, sono ancora all’opera nelle zone boschive tra Piediluco, Marmore, Narni.

I pusher del bosco, almeno quattro di loro, erano finiti in carcere tre mesi fa dopo due blitz ravvicinati dei carabinieri e della polizia. Che avevano rischiato la pelle per bloccarli e portarli via da quelle foreste dove giorno e notte venivano distribuite centinaia di dosi di droga di ogni tipo.

La calma è durata solo qualche giorno e l’ambiente favorevole allo spaccio lontano da occhi indiscreti continua ad essere scelto con prepotenza. Ne sanno qualcosa gli investigatori dell’antidroga, che non arretrano di un millimetro e che ormai quasi ogni giorno mettono le manette ai polsi dei pusher.

La certezza è che in città, a fronte di una richiesta insaziabile e crescente di migliaia di clienti, oggi sono disponibili tutti i tipi di stupefacenti: Cocaina a fiumi, venduta dalle 50 alle 90 euro a dose, eroina, che è tornata a imporsi con prepotenza sul mercato locale, e quantità significative di hascisc e marijuana.

Un mercato gestito dalle solite etnie, con gli albanesi, i nigeriani e i marocchini che continuano a farla da padroni.

La disponibilità di tanta droga spesso sfocia in violente risse tra gruppi che vogliono accaparrarsi le piazze di spaccio.

La lente d’ingrandimento degli investigatori è puntata a far luce sulle ragioni che hanno scatenato gli episodi violenti andati in scena nel cuore del centro. Botte, inseguimenti e coltellate che hanno tutti gli ingredienti per far pensare a una serie di regolamenti di conti rimasti in sospeso per questioni legate alla gestione delle piazze di spaccio.

Il bilancio che sarà tracciato alla fine dell’anno sarà più pesante di quello del 2021, quando le forze di polizia sequestrarono oltre 42 chili di droga in dodici mesi tra Terni e provincia.

A farla da padrone l’anno scorso, col sequestro di 24 chili, era stata la marijuana. Al secondo posto, con ben 16 chili, si era piazzato l’hascisc. Nei dodici mesi gli investigatori avevano recuperato anche oltre un chilo di cocaina e uno di eroina, 140 dosi di droghe sintetiche, pericolosissime sugli assuntori per gli effetti nel breve e lungo termine, e 152 piante di cannabis.

I dati della direzione centrale per i servizi antidroga del Viminale fanno il paio con quelli messi insieme dagli investigatori ternani, da anni impegnati ogni giorno in una lotta spietata, spesso impari, con chi vende la droga.

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