Terni, quale futuro dopo il Covid: gli scienziati superstar nella "Notte dei ricercatori"

Venerdì 27 Novembre 2020 di Aurora Provantini

“Il futuro della città di Terni e la sfida del Covid-19” è uno dei temi affrontati dalla maratona scientifica di Sharper 2020.  «Le dinamiche legate alla pandemia sono ancora difficilmente leggibili e dall’esito incerto, emergono però chiari segnali del cambiamento in atto» .

Uliano Conti, docente di sociologia all’Università degli Studi di Perugia,  interviene nella lunga Notte Europea dei Ricercatori, evidenziando il rapporto stretto tra scienza e società. «Da marzo è riemerso il ruolo degli scienziati nelle decisioni pubbliche. A Terni si nota l'acuirsi della tensione tra i differenti gruppi sociali maggiormente colpiti dall'emergenza sanitaria ed economica.  La ricerca potrà contribuire alla diffusione di una cultura scientifica che rassicuri, conforti, e contrasti  le fake news e le false convinzioni sulla pandemia.  Allo stesso tempo sarà in grado di riavvicinare i diversi gruppi sociali, giovani e anziani, impiegati e imprenditori».  

Taglio del nastro. Il taglio del nastro è avvenuto in diretta streaming, alla presenza dei rappresentanti delle Università, dei Centri di Ricerca e dei partner che hanno curato gli oltre 500 eventi in programma nelle 28 ore di una inedita Notte Europea dei Ricercatori. 

Cerimonia virtuale. La cerimonia virtuale ha visto gli interventi dei Rettori degli Atenei che hanno concorso alla realizzazione del progetto: fra questi il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia Maurizio Oliviero, il quale ha colto l’occasione per ricordare l’impegno dell’Ateneo di Perugia contro la violenza sulle donne, recentemente concretizzato (in occasione della giornata commemorativa del 25 novembr)  con l’apertura dello Sportello Antiviolenza Unipg, per «accendere una luce contro ogni forma di solitudine connessa a situazioni di violenza di genere».   Ha poi sottolineato l’importanza che rivestono il sistema universitario e la ricerca, ricordando ad esempio come i laboratori universitari abbiano lavorato, in pieno lockdown, su più fronti, per contribuire ad affrontare la pandemia.  «La ricerca, libera e pubblica, è un grande valore della democrazia e insieme alla divulgazione scientifica, che rappresenta un pilastro della formazione, un prezioso strumento di equità sociale» - ha evidenziato Maurizio Oliviero . «Abbiamo avuto, in quest’ultimo periodo di emergenza, la riprova che il sistema universitario italiano è in grado di reagire con prontezza alle difficoltà, utilizzando gli strumenti della ricerca nei campi delle scienze umane e di quelle tecnologiche. Non dobbiamo mai dimenticare, tuttavia, che sono sempre le prime a dover guidare le seconde, se vogliamo realizzare uno sviluppo futuro più giusto e costruire un mondo migliore, in grado di garantire giustizia sociale e condizioni di vita migliori per tutti. Buona ricerca, libera e democratica, a tutti». 

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